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Bellaria Film Festival XXII Edizione

"Anteprima" per il cinema indipendente italiano




Bellaria, riviera romagnola. File di ombrelloni, la piadina, il cinema indipendente italiano, almeno per una manciata di giorni, da ormai ventidue anni. Il nostro racconto voleva essere un diario quotidiano, come di tanto in tanto facciamo da altri festival, con la presentazione di film, incontri, eventi, ma quando il cinema è indipendente sembra che i problemi non manchino mai. Causa forza maggiore, dove l'evento imprevedibile è l'assenza di una sala stampa, la mancanza di un internet point, l'impossibilità di collegare un portatile alla linea telefonica, ci ritroviamo ad abbandonare i buoni propositi e l'idea del diario che finisce per essere sostituito da questa informale chiacchierata a posteriori.
Mettiamo quindi da parte gli ombrelloni, che avrebbero del resto fatto comodo a noi spettatori solo per ripararci dalle piogge notturne, e torniamo al festival. E' un piccolo festival quello diretto da Morando Morandini e Daniele Segre, un festival a dimensione d'uomo, quasi in formato famiglia, un festival d'altri tempi, finanziato dalle istituzioni e non schiacciato dagli sponsor. Abbiamo sentito la mancanza di un computer, ma di certo non quella dell'ufficio stampa e dell'organizzazione, che ci hanno accolti nel migliore dei modi. E' l'ospitalità romagnola, ci dicono... Gli appuntamenti sono tutti concentrati nel centro di Bellaria, fra il Cinema Astra ed il Palazzo del Turismo, ad un centinaio di metri l'uno dall'altro, il che rende estremamente semplici gli spostamenti all'interno di un fitto calendario che dalle 9 di mattina non conosce soste, fra incontri e repliche, fino a notte fonda. A quel punto chi non è ancora crollato può proseguire ad oltranza da "Serafina", il locale che quest'anno accoglie il dopofestival. Ma noi non lo abbiamo visto e quindi non ve lo raccontiamo. Anzi, lo abbiamo intravisto in video e c'era chi brindava e chi ballava e quindi è certo: da "Serafina" di brinda e si balla.
Richiudiamo la parentesi e torniamo ai film. Otto i lungometraggi in concorso. La sezione è quella del "Premio Casa Rossa", riservato alle pellicole italiane penalizzate nella scorsa stagione da una limitata circolazione in sala. Qui troviamo Ballo a Tre Passi di Salvatore Mereu, Il Miracolo di Edoardo Winspeare, Il Ritorno di Cagliostro di Ciprì e Maresco, Segreti di Stato di Paolo Benvenuti, Al Primo Soffio di Vento di Franco Piavoli, Amorfù di Emanuela Piovano e Pater Familias di Francesco Patierno, ma il premio va ad un film tuttora privo di distribuzione in Italia, Il Dono di Angelo Frammartino, già presentato allo scorso festival di Locarno e vincitore ad Annecy, un coraggioso esordio privo di dialoghi e di musiche che, dispiace dirlo, ha messo a dura prova la resistenza della maggior parte del pubblico, come già era avvenuto la sera prima alla proiezione della copia restaurata de L'Invenzione di Morel di Emidio Greco in occasione della "festa di compleanno" per i trent'anni del film. Purtroppo i ritardi nella preparazione del Videomagazine, di cui parleremo più tardi, hanno fatto spesso slittare le proiezioni e camera fissa e tempi dilatati a tarda sera non aiutano. Ci dispiace perchè il film è sicuramente fra le migliori opere prime italiane degli ultimi tempi e Frammartino un autore da tenere d'occhio. Premi sono andati anche a Piavoli per il miglior contributo tecnico, a Sonia Bergamasco come migliore attrice per Amorfù, film sul quale preferiamo stendere un velo pietoso e che sembra sia stato apprezzato dal solo Morandini, ed al sempre bravissimo Luigi Maria Burruano come migliore attore per Il Ritorno di Cagliostro, Burruano che con il suo sfolgorante intervento ha trasformato la sua premiazione in un esilarante intermezzo comico.
Le altre due sezioni in concorso sono state "Anteprima" e "150 secondi a tema fisso: paura". In quest'ultima la paura è stata in realtà poca e la qualità media molto al di sotto della sufficienza. Fra i 18 video selezionati dalla giuria composta da Nils Hartmann, Carlo Lucarelli e dai fratelli Manetti il solo Senza Titolo di Fiatlux si è messo in evidenza, con un budget attorno allo zero, per originalità ed intelligenza, convincendo il pubblico in sala ed aggiudicandosi il primo premio. Ben più interessante "Anteprima" con le sue molteplici proposte ed una formula decisamente anomala. Qui sono in concorso cortometraggi, mediometraggi, documentari e c'è anche un lungometraggio, vario anche il formato che spazia dal 35mm al dvd, dal beta al vhs. Il primo premio va alla romana Fabiana Sargentini con Sono Incinta, un film girato in beta della durata di 44 minuti in cui sessantanove uomini raccontano la loro reazione alla frase "sono incinta". Molto bello anche il documentario Cardilli Addolorati di Carlo Luglio e Romano Montesarchio, un viaggio nella realtà campana degli appassionati di uccelli, con il suo contorno di bracconieri e trafficanti, che si aggiudica il secondo premio. Fra gli altri titoli possiamo segnalare il divertente In Tram di Filippo Soldi, interpretato da Piera Degli Esposti e Gigio Alberti, che già avevamo visto in questa stagione uscire in sala abbinato a Last Food di Daniele Cini, qui presentato fuori concorso, ed il documentario Animol di Martina Parenti e Marco Berrini, vincitore del Premio Speciale della Giuria, sul rapporto tra Milano (Animol è infatti l'anagramma del capoluogo lombardo) e gli animali che la abitano.
Non dimentichiamo però gli eventi fuori concorso che ci hanno offerto alcuni dei momenti più coinvolgenti. Primo fra tutti il "Cinema Utile" delle associazioni umanitarie, film che illustrando il difficile lavoro di Medici Senza Frontiere, Emergency, AMREF e CUAMM ci portano attraverso Kenya e Tanzania, Iraq ed Etiopia, fino a Manila. E' qui che è ambientato lo straziante e commovente Uno, Nessuno, Duecentomila di Francesco Patierno, un documentario che riesce a catturare più di qualsiasi altro film. Da segnalare poi i "Mestieri del Cinema" con gli incontri con personaggi quali il critico/musicista/film-maker Michel Chion, Amedeo Fago e Barbara Valmorin, sugli schermi di Bellaria come protagonista di Volti di Daniele Segre. Quello che ci è rimasto nel cuore è stato però l'incontro con Giuseppe Cederna, i suoi racconti di viaggio ed i rapporti fra cinema e scrittura. Suo "Il Grande Viaggio", storia di un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange, da poco edito da Feltrinelli. C'è infine il "Videomagazine", a cui prima si accennava. Questo videomagazine è una rubrica quotidiana di venti minuti realizzata da un gruppo di studenti universitari coordinati dall'onnipresente Segre, un video che viene proiettato in apertura di serata al Cinema Astra e che come ogni lavoro girato e montato nello stesso giorno soffre di inevitabili ritardi cronici che si ripercuotono sulle proiezioni seguenti. Inconvenienti a parte, bisogna però dire che il risultato di questo progetto è notevole e che i ragazzi sono stati bravissimi nel dosare cronaca, anticipazioni, ironia ed incursioni nel dopofestival.
A noi alla fine è mancata solo "Serafina", ma la nostra bella avventura notturna l'abbiamo comunque avuta. Tornati in albergo dopo la premiazione finale abbiamo trovato portoni serrati, albergatori svaniti, campanelli senza risposta. E solo dopo quasi due ore di attesa e l'intervento dei carabinieri siamo stati accolti nell'albergo di fronte. E' l'ospitalità romagnola, ci dicono...

© 2004 reVision, Carlo Cimmino