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Zona Di GuerraThe War Zone - 1h 39'Regia: Tim Roth Primo film da regista per l'attore Tim Roth, noto soprattutto per le sue interpretazioni con
Quentin Tarantino. Roth ha scelto l'omonimo libro scandalo di Alexander Stuart, che firma la sceneggiatura, romanzo che tratta
i turbamenti sessuali tra familiari, tra fratello e sorella e un papà violento, molto più violento e senza scrupoli dello
stesso papà che in Happiness di Todd Solondz violentava gli amichetti del figlio.Roth affronta l'argomento con genuino rigore non tralasciando di descrivere i momenti terribili in cui la brutalità prevaricatrice del padre (Ray Winstone) tormenta la figlia. Pochi minuti dopo il quadretto familiare si ricompone, con la madre, Tilda Swinton, occupata ad allevare l'ultima nata, Tom (l'esordiente Freddie Cunliffe), fratello minore di Jessica, chiuso sempre più in un doloroso mutismo, consapevole del rapporto incestuoso tra padre e figlia, la diciottenne Jessie (Lara Belmont), dalle espressioni costantemente enigmatiche, mentre il padre riprende tranquillamente il suo lavoro di compravendita di antiquariato ed è spesso a telefono per concordare i prezzi dei vari oggetti. Tom osserva smanioso la sorella con la quale ha un rapporto molto stretto, misto di tenerezze, piccole gelosie, con le stanze dell'abitazione appena illuminate, con gli angoli bui che sembrano assorbire placidamente movimenti e desideri proibiti, ambienti lievemente ovattati, fuori dal tempo, un "giardino di cemento" (ricordate il bel film di Andrew Birkin tratto dal romanzo di McEwan?) in cui i corpi consaguinei hanno già scoperto o stanno per scoprire il piacere dell'intimità sessuale. Le morbosità si esasperano, gli sguardi osano sempre di più, Tom spia il padre che fa delle avances alla madre, poi con la videocamera vuole incastrare il padre con la sorella, ma non ha il coraggio di tenere la cassetta registrata che testimonia l'incesto. La storia finisce in tragedia, con l'evento scatenante che è come l'ultima goccia che fa traboccare il vaso. L'epilogo in ogni modo conta davvero poco, poiché si ha la netta sensazione che voglia solo fare chiarezza nella vicenda, suggerendo in modo retorico da quale parte stanno il Bene e il Male. Anche se il romanzo contiene ancora più esplicitamente il vuoto morale di alcuni personaggi, come Jessie che continua ad istigare con la sua bellezza provocante il padre e il fratello, la madre ancor più indifferente e un Tom meno silenzioso, queste caratteristiche non mancano nel film, sono più velate, ma alcuni dialoghi sono illuminanti: come Jessie che capisce perfettamente il desiderio sessuale di Tom, la sua gelosia, e per aiutarlo tenta di darlo in pasto a un'amica londinese, disponibile a fare perdere al ragazzo quindicenne la verginità. Roth dirige gli attori chiedendo loro l'essenziale, badando a non prolungare eccessivamente i dialoghi più scabrosi per evitare cadute nella teatralità più tronfia. Tutto così è interiorizzato negli sguardi dei personaggi, mentre il paesaggio aspro del Devon, il mare incessantemente in tempesta che s'infrange sulle alte scogliere, la pioggia battente, aggiungono maggiore tensione all'atmosfera già cupa. © 1999 reVision, Andrea Caramanna |
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