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La Casa Del SiThe House Of Yes - 1h 30' Maclean, stato di Washington. Due vecchi filmini in super8 che si alternano, scambiandosi
fotogrammi ed aprendoci le porte di due abitazioni in stile vittoriano: casa Kennedy e casa Pascal. E mentre la First Lady,
Jacqueline, mostra all'America le singole stanze, il caminetto, la tavola dove comunemente siedono capi di stato e personalità
illustri, una ragazzina si aggira per la propria casa in un completo Tiffany rosa bordato di nero e, divertita, le fa il verso,
in un tenero prologo di vita familiare gioiosa e spensierata. Ma gli anni passano e la scena si apre nuovamente sul 1983, a
vent'anni dall'assassinio del presidente Kennedy e dalla contemporanea misteriosa sparizione del capofamiglia di casa Pascal,
dove, nel frattempo, le cose sono molto cambiate: mai ospiti fra quelle mura, ma solo vecchie ferite e torbide ossessioni.
Sono le ossessioni di una ragazza che non riesce ad allontanare da sè il ricordo di un giorno appartenente ad un passato ormai remoto, una ragazza indissolubilmente legata ad un omicidio che, per qualche motivo, ha lasciato tracce indelebili nella sua psiche, tanto da portarla ad adottare proprio quel nome, Jackie-O, e da non riuscire ad usare i verbi al passato. Un'ossessione che coinvolge l'intera famiglia, trascinata in una spirale di tragedia e follia: un fratello, Marty (Josh Hamilton), unito a Jackie-O da un rapporto incestuoso e da uno strano gioco di rappresentazione del passato spinto fino alle conseguenze più estreme, l'altro fratello, Anthony, dichiaratamente vergine, forse per puro calcolo, trattenuto in quella casa dalla sola necessità di mantenere la famiglia unita, e la signora Pascal, una madre dalla dubbia moralità, fiera del proprio distacco ("il bestame si alleva, i figli capitano" recita la più secca delle sue massime), una presenza quasi magica che aleggia per le stanze come un fantasma. E le cose non possono che peggiorare quando nella vecchia ed aristocratica dimora arriva un ospite, Lesly, una ragazza semplice come tante, commessa in una pasticceria della grande città, esponente di un mondo diametralmente opposto a quello dei Pascal, con, in più, un'aggravante: è la fidanzata di Marty. Tratto dalla pièce teatrale di Wendy MacLeod, rappresentata a San Francisco negli ultimi anni
registrando un successo sbalorditivo, La Casa Del Si, lungometraggio d'esordio del regista Mark Waters, è un'adorabile
piccola commedia al vetriolo che, fondendo alla perfezione tutti gli ingredienti, dalle fosche tinte del più morboso dramma
alle sferzanti battute della commedia degli eccessi, con un pizzico di isterismo che, in questo caso, non guasta, fa tornare
in mente una delle piacevoli sorprese della scorsa stagione cinematografica, quel Una Cena Quasi Perfetta
con il quale divide scheletri negli armadi e cadaveri in giardino. E se un appunto si può fare al
giovane regista è proprio quello di essere rimasto eccessivamente legato al testo ed ancor più al linguaggio teatrale, innovando
ben poco e limitandosi a riprendere la sua ottima squadra di attori, fra cui spiccano le due donne di casa Pascal: Parker Posey
e Génèvieve Bujold, Jackie-O e sua madre, due figure agli antipodi legate da un si, il si della sconfitta, il si che a Jackie-O
non può essere mai negato, un si da accompagnare agli psicofarmaci in dosi massicce, e la Posey, già apparsa in molte produzioni
indipendenti americane, fra le quali Doom Generation di Gregg Araki e Amateur e Flirt di Hal Hartley,
affascinante nella sua abbagliante eleganza, quasi una Audrey Hepburn degli anni Novanta, si conferma, con la sua bravura e
la sorprendente spontaneità, fra i volti più interessanti del nuovo cinema d'oltre oceano.
© 1997 reVision, Carlo Cimmino |
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