![]() |
Copertina | News | Forum | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | Links |
|
![]() |
Secret Window1h 36'
Regia: David Koepp Secret Window è un film che non si può raccontare. Un gioco di specchi da vivere senza che le tracce sparse siano svelate,
un sentiero della psiche che gli occhi percorrono e la mente cerca di penetrare mentre diventa sempre più chiaro che niente di quello che appare è come sembra...Tratta da un racconto di Stephen King, la pellicola mantiene intatto il fascino della sua matrice letteraria e, rinunciando a sensazionalismo e a superflui orpelli, ci fa partecipare, dapprima come semplici spettatori, poi come un coro da tragedia greca che suggerisce al protagonista la soluzione delle sue pene, alla calata agli inferi di Mort Rainey (Johnny Depp), scrittore depresso, separato da poco e afflitto da blocco creativo. Vivide e allucinate le immagini della scoperta del tradimento della moglie che lo tormentano, dolorosi i ricordi della vita passata che lo ancorano alla sua attuale disperazione, ridotta a prigione del suo straniamento la casa nel bosco in cui si trascina. Il regista e sceneggiatore David Koepp (già dietro la macchina da presa in Echi Mortali) rende palpabile l'atmosfera claustrofobica che aleggia attorno allo scrittore così come il senso del disagio e del terrore che lo avvelenano giorno dopo giorno, aiutato dalla splendida fotografia di Fred Murphy che, con il voluto effetto disturbante del contrasto fra i paesaggi luminosi del Maine e l'orrore degli avvenimenti, ci porta in un luogo che non è fisico ma, comunque, vero: la parte più intima dell'essere umano, l'altra faccia della medaglia. Mort passa le giornate avvolto in una vestaglia strappata, passando dal monitor del suo pc, su cui campeggiano le poche scialbe righe iniziali di un nuovo romanzo, al
divano nelle cui pieghe affoga la sua inedia tra visioni orrorifiche e dormiveglia. In lui qualcosa si è spezzato... E poi, quando è fatalmente palese che le accoglienti
pareti di una casa sul lago sono inutile nido per l'uomo colpito a morte, basta il minaccioso bussare alla porta di un individuo vestito di nero a traghettare nella
realtà incubi e spettri reconditi. Mort Rainey contro John Shooter (John Turturro), l'ambiguo e beffardo scrittore in crisi contro uno psicopatico che lo accusa di plagio. Un duello verbale e fisico che porterà il protagonista a scegliere, per le sue paure vissute come un racconto, un finale inatteso e di grande effetto. Ancora una volta Johnny Depp dà prova del suo meraviglioso talento. Sempre a suo agio nell'interpretare personaggi autoironici, arruffati e borderline, dopo la nomination all'Oscar per la sua performance fuori da ogni schema del pirata Jack Sparrow, efficacissimo antieroe ne La Maledizione della Prima Luna, si presenta qui come uno stralunato perdente e obnubilato, capace di tirarci dalla sua parte a prescindere da ciò che è giusto o sbagliato e di suscitare comprensione anche quando le sue ragioni diventano insostenibili e i fatti sconvolgenti. Suo degno contraltare un inquietante John Turturro, vera incarnazione del male più nero, nei panni dell'agricoltore del Mississippi in cerca di vendetta che coinvolge Mort in un terribile gioco al massacro. Nulla è scontato, in questo thriller psicologico dal sapore teatrale dove la tensione non si spegne mai, e i buoni non vincono niente, non vincono affatto, annientati da mostri che non si possono combattere a mani nude. E, finalmente, niente sa di già visto. Nemmeno il lieto fine (che non c'è)... © 2004 reVision, Elisa Schianchi |
|