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Will Hunting - Genio RibelleGood Will Hunting -1h 55' Accompagnato da una pioggia di candidature agli Oscar, Will Hunting è la realizzazione
del sogno di due giovani attori in rapida ascesa. Amici da sempre, Matt Damon (il giovane avvocato de L'Uomo Della Pioggia)
e Ben Affleck (protagonista di In Cerca Di Amy) hanno cominciato a
scriverne la sceneggiatura quasi per gioco, ma, dopo anni di sforzi, speranze e promesse, il loro scritto si è trasformato nel film
diretto da Gus Van Sant (Drugstore Cowboy, Da Morire) ed accolto con entusiasmo dalla critica americana.Will Hunting (interpretato dallo stesso Matt Damon) è un ragazzo dei sobborghi di Boston, un ventenne come tanti che ama uscire con gli amici, frequentare i bar e divertirsi. La sua vita è fatta di lavori saltuari e di problemi con la giustizia a causa del suo carattere violento. Ma Will, al tempo stesso, può essere considerato un genio; sarà forse merito di una straordinaria memoria fotografica, o forse di una insiegabile dote naturale, fatto sta che la chimica, la fisica, la storia o le materie giuridiche per lui non hanno segreti, e così la matematica: anche il più complicato dei problemi può essere risolto da Will in pochi secondi. Sarà uno dei professori dell'istituto dove Will lavora come pulitore a scoprirne le incredibili doti ed a salvarlo dalla prigione, garantendo per lui e prendendolo sotto la propria ala protettiva, a patto di farlo sottoporre ad un ciclo di sedute di psicanalisi... cosa di certo non facile con un tipo come lui, capace di sbeffeggiare e scoraggiare i maggiori luminari della città. Ma tutto cambierà quando il "genio ribelle" incontrerà Sean McGuire (Robin Williams): il loro diventerà un rapporto di amicizia e Will, messe finalmente alla luce le proprie paure ed incertezze, sarà in grado di compiere le scelte decisive che daranno una svolta alla sua vita. Tipico prodotto preconfezionato destinato a sicuro successo, con il suo intento moraleggiante
ed il lieto fine assicurato, Will Hunting è un film del tutto anonimo che si regge unicamente sulla forza dei dialoghi
e, almeno in parte, dei suoi interpreti; la regia è infatti quasi assente, niente virtuosismi nè tanto meno idee brillanti, quanto di più
lontano, insomma, si possa immaginare dai precedenti lavori di un Gus Van Sant che qui si limita a dirigere nella maniera più
classica e scontata, senza minimamente aggiungere nulla di suo. E' chiaramente l'eterno rapporto maestro - allievo ad essere posto al centro della vicenda, ma, almeno per questa volta, possiamo dire che il maestro non si lascia superare: Matt Damon può piacere oppure no, potrà anche essere bravo, ma è incontestabile che sia il solo Robin Williams a sostenere l'intero film. Certo, i dialoghi sono spesso brillanti ed anche Ben Affleck, ad esempio, è più che convincente (la sua, però, è soltanto una particina), ma Will Hunting, dopo i primi quaranta minuti piuttosto soporiferi, comincia a decollare nel momento in cui fa la sua apparizione il professor McGuire, e Robin Williams, troppe volte ormai al limite della credibilità nei ruoli comici, si conferma quindi come ottimo attore drammatico in una parte che non può non richiamare alla memoria quella, per certi versi simile, de L'Attimo Fuggente. © 1998 reVision, Carlo Cimmino |
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