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Le Onde del DestinoBreaking the Waves - 2h 38'Ultimo lavoro di Lars Von Trier, acclamato autore di un piccolo gioiello del giovane cinema europeo quale Europa, Breaking The Waves non delude affatto le aspettative e ci segnala un regista sempre più a suo agio con la macchina da presa.
Girato quasi artigianalmente (ma ovviamente non è così), con immagini a volte traballanti, quasi sempre sgranate, con tonalità fra il seppia ed il marroncino, racconta, con una suddivisione in capitoli ognuno aperto da una stupenda inquadratura fissa sui luoghi dell'azione accompagnata
da classici degli anni '70, la storia di Bess Mc Neill (una convincentissima Emily Watson), non più giovanissima ragazza di un paesino del nord della Scozia chiuso nel suo provincialismo e
nelle sue tradizioni, e del suo amore per uno straniero venuto a lavorare su una piattaforma oceanica nei primi anni '70. Un incidente costringerà quest'ultimo ad una vita vegetativa,
completamente paralizzato e Bess, con una suprema prova d'amore, dovrà, suo malgrado, avere rapporti sessuali con altri uomini per permettere al marito di continuare a provare sensazioni ormai lontane e, in ultima analisi, a vivere.
Gran premio della giuria al 49° Festival di Cannes 1996, Breaking the Waves porta all'estremo limite la concezione dell'amore come forza immensa e vitale, un amore visto come gioia e sofferenza, come devozione e sacrificio. Si tratta non tanto di un ritorno al melodramma, quanto del raggiungimento di toni dichiaratamente mistici attraverso una sacralità che potrebbe apparire quasi blasfema. La figura di Bess che parla con Dio ed affronta ogni umiliazione percorrendo la sua personale via crucis verso l'immolazione finale non è accostabile ad altro che a quella di un Cristo che muore per salvare l'umanità. Un film bellissimo, certamente non facile. Un film che sa far ridere e che sa far piangere. E sembra che debba finalmente uscire anche in Italia, dopo essere stato più volte annunciato, The Kingdom, monumentale film (oltre quattro ore) dello stesso Lars Von Trier nato per la televisione, ma girato per il cinema. A questo punto lo aspettiamo con sempre maggiore interesse. © 1996 reVision, Carlo Cimmino |
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