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Terapia D'Urto

Anger Management - 1h 41'

Regia: Peter Segal



Commedia di bassa lega, variazione grottesca e piuttosto facile sul tema della psicoanalisi, un po' sulla falsariga di Ma Che Colpa Abbiamo Noi? O incontro - scontro di due autentici talenti comici, Adam Sandler e Jack Nicholson, qui alle prese con due ruoli decisamente giocati sulle loro corde?
Per un po' Terapia D'Urto sembra andare nella direzione della prima ipotesi, poi il pretesto del tipo che necessita di essere curato per eccesso di rabbia diventa il pretesto per una serie di trovate surreali e un po' stravaganti che fanno pensare ad un tentativo di rinnovamento delle maschere comiche di Sandler e Nicholson, qui alle prese con due ruoli decisi a far ridere lo spettatore con tutti i mezzi, leciti ed illeciti, ma soprattutto a sondare i limiti della commedia "per tutti", che diventa progressivamente sofisticata, "virtuale" nel moltiplicarsi degli inganni e delle false piste.
E sottolineiamo "virtuale", perché il fatto più divertente del film è che non si sa mai chi sta prendendo in giro chi e per che cosa, visto che il Dottor Buddy Rydell (Jack Nicholson) ha deciso di far esplodere l'imploso pubblicitario Dave (Adam Sandler) senza dichiarare in nessun modo le sue reali intenzioni.
La catena di equivoci diventa così un cammino di conoscenza, che porta Dave a conoscere nuovi aspetti della sua personalità, con esiti francamente comici, ma non per questo meno autenticamente drammatici, perché è reale e doloroso il confrontarsi con il proprio lato dell'ombra, con la parte in ombra della propria personalità, quella che ci si guarda bene in genere dall'esibire in pubblico.

Terapia D'Urto quindi assomma vicende solo apparentemente bislacche perché dietro la pazzia del Dottor Buddy Rydell c'è il tentativo di far uscire allo scoperto Dave, di aiutarlo a confrontarsi con i propri fantasmi e sta qui il lato più intrigante della commedia, che è anche un dramma sia pure ben mascherato perché sarà dolorosissimo il tentativo di Dave di superare i propri complessi, i propri traumi anche e soprattutto infantili.
Ma quello che è più divertente e intrigante è che gli incontri, gli equivoci che costellano la terapia di Dave non sono mai quello che sembrano e allora allo spettatore è richiesta una fatica in più, che è anche la ragione del divertimento più sottile che il film procura allo spettatore, la fatica di decifrare le reali intenzioni del Dottor Buddy Rydell e la vera realtà delle disavventure di Dave, che danno al film un tono sofisticato, che non avrebbe se ci limitasse a leggere il film come una somma di gag un po' triviali sul tema della rabbia psicoanaliticamente implosa.

© 2003 reVision, Marco Marinelli