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Titanic

3h 14'



In un periodo come il nostro, nel quale assistiamo impotenti al rifiorire di quel filone catastrofico tanto in voga negli anni settanta, fenomeno che fino a poco tempo fa avremmo reputato inimmaginabile, non poteva di certo mancare una rivisitazione del mito del Titanic, il piroscafo dei sogni, la nave inaffondabile che, entrata in collisione con un iceberg durante il suo viaggio di inaugurazione, si inabissò nell'Oceano Atlantico all'alba del 15 aprile 1912. Ed oggi, infatti, dopo innumerevoli libri e film che, nel corso del tempo, hanno mantenuto sempre vivo l'interesse del pubblico per la sua tragedia e le relative storie dal sapore di leggenda (l'orchestra che affonda con la nave senza smettere di suonare), il Titanic torna a nuova vita, ad ottantacinque anni di distanza, grazie a James Cameron, regista di capolavori della fantascienza e, ancor più, degli effetti speciali quali Terminator, Terminator 2 e Aliens, e ad un budget a dir poco stratosferico, in un film che sarà la gioia di adolescenti dal cuore spezzato e di inguaribili romantici. Cattive notizie, invece, per chi si fosse aspettato una direzione muscolare ed adrenalinica e si troverà mestamente sprofondato in un mare di melassa dagli insulsi tratteggi.

Cuore della narrazione è la storia d'amore fra Rose DeWitt Bukater (Kate Winslet) e Jack Dawson (Leonardo Di Caprio): giovane rappresentante dell'alta borghesia americana lei, sia pure in pieno collasso finanziario, ma con un matrimonio in vista pronto a rimpinguare le casse della famiglia, artista girovago nullatenente lui, confinato fra i passeggeri di terza classe grazie ad un biglietto vinto ad una fortunata mano di poker. Sarà proprio Rose, alla discreta età di 102 anni, sulla traccia del ritrovamento di un suo ritratto e di un pettinino che le apparteneva, a raccontare la sua vicenda ai componenti della spedizione che sta cercando di riportare in superficie i tesori del Titanic. E poco importerà se il "cuore dell'oceano", uno splendido diamante blu di inestimabile valore, non si riuscirà mai a trovare: anche il più risoluto cacciatore di tesori non potrà che commuoversi e seguire con i lacrimoni agli occhi ed un groppo in gola il susseguirsi di emozioni scatenate dalle parole della vecchia Rose che, va bene, non avrà consacrato la propria esistenza all'amore perduto, avrà sì sfornato una nidiata di figli e nipoti senza lasciarsi abbandonare alla disperazione, avrà anche passato incantevoli giornate in groppa al suo cavallo preferito, ma non per questo si sarà dimenticata di chi, compiendo un sacrificio estremo e donandole tutto il suo amore, la salvò da una morte sicura nell'oceano gelato.

Certo, anche la storia del Titanic c'è tutta, ma sempre confinata a puro sfondo sul quale Rose e Jack muovono i propri passi, tenuta in disparte quasi a non volere di proposito sviluppare i tanti aspetti che emergono incessantemente. Si perchè l'analisi storica di fondo, così come la ricostruzione degli ambienti, è senza ombra di dubbio accuratissima, pur scontrandosi con la dichiarata volontà di narrare, in maniera pressocchè esclusiva, l'amore di due giovani in un contesto estremo. E' così che vediamo affiorare e quasi subito volatilizzarsi problematiche sociali di primaria importanza, dall'emigrazione alla rigida suddivisione in classi, preoccupanti analisi delle smanie verso il progresso più frenetico da parte di un uomo moderno incapace di riconoscere i propri limiti, così come, allo stesso modo, ci ritroviamo ad imbatterci in personaggi di non poco conto - non dimentichiamoci che si sarebbe comunque trattato di una traversata memorabile - presentati in modo sfuggevole e ben presto dimenticati per non rubare spazio a chi di un simile trattamento di favore non aveva certamente bisogno. Ma, si sa, le storie d'amore melense e sdolcinate ed i divi bellocci alla Leonardo Di Caprio sono garanzia di successo, e cosa importa, allora, se non si riesce a scorgere alcuna differenza fra questo Jack Dawson ed il protagonista di Romeo + Giulietta, cosa potrà mai esserci di strano se un povero emigrante abituato a vivere fra i disagi si trasformerà come per magia, non appena indossato uno smoking ed ammesso, sia pure per una sola sera, fra la "bella gente" della prima classe, in un impeccabile gentiluomo?
Volendo comunque esprimere un giudizio non frettoloso su Titanic, giudizio che, nell'insieme, non potrebbe essere che negativo, si rende indispensabile scindere il film in due, da un lato il Titanic con la nave a farla da protagonista, dall'altro, e si tratta purtroppo della quasi totalità delle sue tre ore e un quarto di durata, quello che ruota attorno a Jack e Rose. E se quest'ultimo ci costringe a considerare l'ultima fatica di James Cameron come un polpettone difficile da digerire, la maestria del regista, con le inquadrature ed i movimenti della macchina che rasentano la perfezione assoluta, le superbe scenografie, gli effetti speciali da brivido, rendono Titanic un film di certo non da consigliare, ma in ogni caso da vedere per le sue scene grandiose accompagnate da una piacevole colonna sonora, ... sempre che, arrivati a quel punto, non vi siate già addormentati.

© 1998 reVision, Carlo Cimmino