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Titan A.E.1h 34'
Regia: Gary Goldman e Don Bluth Il film è ambientato in un tempo remoto, in un futuro, siamo
nel 3028, in cui la specie umana rappresenterà solo una parte marginale della gran
varietà di creature che popolano l’universo. Il cruccio della stragrande maggioranza di racconti fantascientifici trasposti sullo schermo è di misurare la prospettiva di uomini e donne sradicati dalle loro origini terrestri. E in questo caso la condizione di peregrinazioni tra stelle e pianeti incomincia proprio dal trauma di una terribile perdita. A. E. sta, infatti, per after earth cioè dopo la Terra. Vuole la "tradizione" che quando la Terra raggiunge il suo limite di vita sia pronta un’arca che conservi il ricordo nostalgico degli abitanti del pianeta, senza dimenticare le specie viventi, animali e vegetali. Come se non bastasse questo racconto ci propone la figura di un prescelto, il giovane Cale, colui che verrà per salvare le sorti della specie umana, minacciata da un terrificante pericolo, forze misteriose, oscure energie che si chiamano Drej. Tutto questo per dire, l’ironia non era fuori luogo, che Hollywood continua coraggiosamente a sfornare soggetti e sceneggiature pressoché improponibili, almeno per gli adulti che queste storie - i Grandi Racconti dell’umanità - le conoscono a menadito. Si tratta semplicemente di un prodotto per giovanissimi. Forse dovremmo parlare della campagna di marketing attorno al film, come era già successo per Anastasia (stessa regia fiacca di Don Bluth e Gary Oldman), o registrare le capacità più o meno spettacolari degli effetti a due e tre dimensioni. Sulla tecnologia digitale si discute animosamente negli ultimi anni, cercando di fare il punto della situazione su un cinema che sta perdendo la tradizionale funzione riproduttiva, il referente in carne ed ossa, per diventare lo spazio organizzato delle più varie composizioni binarie. Il problema principale anche per l’animazione digitale sarà quello dell’invenzione. Perché altrimenti, nonostante i 75 milioni di dollari del film e un numerosissimo cast tecnico per la realizzazione delle sequenze più ardite, questa colossale equipe ha generato solo la tristezza di immagini già viste, di emozioni al grado zero. I più piccoli, come potranno misurare i genitori che li accompagneranno, saranno probabilmente storditi dalle scene al fulmicotone e dai potenti decibel della colonna sonora. © 2000 reVision, Andrea Caramanna |
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