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Cinque Giorni di Tempesta1h 35' A metà strada fra il road movie e la commedia generazionale, Cinque Giorni di Tempesta,
presentato fuori concorso alla 54^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, vede ancora una volta insieme, dopo
Nessuno del 1992, Roberto De Francesco ed il regista Francesco Calogero, rivelatosi nel 1987 con La Gentilezza del Tocco,
ma ancora poco noto al grande pubblico. Ed è proprio dalla Sicilia di Calogero, dalle Isole Eolie per la precisione, che inizia il
viaggio di Giovanni attraverso la tempesta, quella che gli impedisce ogni comunicazione con il suo paese, e soprattutto quella interiore
che dopo incontri rivelatori e delusioni cocenti lo guiderà verso la speranza di una nuova vita in un paese lontano.Non aspettatevi però tormenti adolescenziali o il rifiuto di crescere e di adattarsi alla futura vita di adulto da parte di un giovane isolano; Giovanni ha 26 anni e da ragazzo ha già vissuto in continente, studiando, anche se ci sfugge il perchè, in un collegio di Prato: la sua dimensione è piuttosto quella dell'uomo solo che, nel suo intimo, soffre della sua solitudine, si crea amori fantastici ed amicizie incrollabili, per poi, anche se non apertamente, venire tenuto a distanza da chi percepisce la sua diversità. Giovanni, abbandonati studi e sogni, parte quindi per Bolzano dove lo aspetta un anno di servizio militare. Arrivato con qualche giorno di anticipo per ambientarsi e conoscere il posto - quanta ingenuità nel suo personaggio - si scontra subito con la realtà dei regolamenti militari che gli negano l'ingresso in caserma prima del giorno stabilito. Passano poche ore, perde tutti i suoi soldi, non sa più dove passare le notti seguenti e comincia così il suo girovagare per mezza Italia. Conosce Loredana (Chiara Caselli) e seguendo le sue tracce si reca prima a Malamocco in bicicletta e poi a Cortina in vespa; da qui arriva in autostop a Prato dove incontra un vecchio amico, Michele (Rocco Papaleo), e la ragazza di cui un tempo era segretamente, ma non troppo, innamorato (Amanda Sandrelli). Sergio (Massimo Reali), il suo migliore amico di quei tempi, si è però trasferito a Roma, dove Giovanni si affretta a raggiungerlo, ed anche qui nuovi incontri - la bella Fioranna (Karin Proia), "un misto fra Venere e Leonardo" la definisce il suo fidanzato, di lei follemente, ed è proprio il caso di dirlo, innamorato - e nuove delusioni, per poi dirigersi nuovamente verso il Nord. Ed ecco Venezia, ecco di nuovo Loredana, ecco Dario (Gigio Alberti), che già avevamo incontrato nella discesa verso Prato, ecco finalmente materializzarsi davanti agli occhi di Giovanni il modo per cambiare definitivamente il proprio futuro. Un viaggio rivelatore, quindi, alla scoperta di sè stessi, delle ansie e delle incertezze che risiedono in ognuno di noi, un viaggio catartico che consente a Giovanni di trarre giovamento da dubbi ed incertezze per gettare nuova luce sul proprio passato, presente e futuro. Un soggetto, certo, non particolarmente originale, ma trattato da Francesco Calogero con intelligenza e garbo, mettendo in evidenza le doti di uno degli attori meno appariscenti del cinema italiano ed avvalendosi di una sceneggiatura, dei fratelli Giovanni e Sandro Veronesi, che, pur mostrando alcune piccole incertezze, regala momenti estremamente divertenti ed indovinati, fra i quali si sottolineano la passione per il grande attore che ha lasciato loro una foto con dedica, Umberto Orsini, da parte delle due "gemelle per sempre", albergatrici di Bolzano, e la rielaborazione di un classico della canzone d'amore, con un Gigio Alberti che riesce a trasformare il pathos del suo personaggio in autentica comicità. © 1997 reVision, Carlo Cimmino |
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