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Matrimonio Tardivo

Hatuna Meuheret - 1h 42'

Regia: Dover Kasashvili



Un trentaduenne dottorando in Scienze Umane ha una relazione con una giovane marocchina divorziata e con una figlia; la sua famiglia di religione ebraica si è trasferita dalla Georgia in Israele, ad Haifa.
Sarebbe del tutto normale se non fosse che questa famiglia crede molto alle tradizioni, compresa quella del matrimonio combinato, in tal caso "tardivo" a causa dell'età di Zaza.
Quello del matrimonio combinato è una consuetudine delle comunità etniche chiuse nelle proprie secolari regole, un'usanza che prende origine dalla conservazione dell'identità culturale e dall'esigenza di assicurare il proseguimento della stirpe. Quando un gruppo etnico si trova in un Paese diverso da quello di origine, di solito sono gli emigrati di prima generazione a provvedere al mantenimento della tradizione e, quindi, ad impegnarsi a tenere unita una comunità ancora più a rischio di contaminazione.
Tema ampiamente rappresentato, recentemente è stato protagonista di alcune commedie di successo (Jalla, Jalla, Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco), uguali a se stesse fino a che nel plot interviene la cultura della nazione ospitante a donargli forme esplicative diverse.

In ognuno di questi film emerge una volontà di descrivere il gruppo famigliare e culturale in modo stereotipato, cercando di rappresentare tutte le sfumature al limite del grottesco sugli usi, i costumi, i gusti - gli arredamenti delle case offrono una lettura immediata dei personaggi, luoghi summa di oggetti tradizionali corrotti da quelli offerti dal "nuovo mondo" che ha modificato la loro condizione economico-sociale, laddove il sovraccarico barocco degli oggetti, spesso dei vestiti e delle acconciature, racconta un modo di essere singolare, eccentrico, certamente tipico e quindi riconoscibile. E' il classico metodo della contrapposizione tra due mondi, il dentro e il fuori, utile a suscitare ilarità, imbarazzi, all'interno di una storia dove il giovane - donna o uomo - tenta di affrancarsi dal controllo eccessivo di una famiglia oltretutto allargata. La miccia esplode sempre per due motivi, comunque legati fra loro: l'amore del/della giovane protagonista per una persona estranea alla comunità, o a causa dell'età "avanzata". Ergo, i protagonisti si assumono, loro malgrado, il compito di rovesciare l'ordine precostituito sino ad allora mai veramente messo in discussione.
Matrimonio Tardivo non rappresenta niente di nuovo, quindi. Nemmeno il tentativo, alquanto timido, di volgere la vicenda verso una riflessione sociologica seria convince, per cui l'intento si perde nel solito gioco delle parti, vecchio e abusato alla stregua della plastica sui divani, delle case in stile Partenone, o come qui, degli orologi a forma di locomotiva e delle tigri di ceramica.

© 2003 reVision, Emanuela Liverani