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The Bourne Supremacy

1h 48'

Regia: Paul Greengrass



Seconda puntata. Panoramica su ameno villaggio indiano: come Rambo, anche Bourne si è ritirato a vita privata. Ma non passano cinque minuti che si presenta il primo sicario. Residuo sentimentale della precedente avventura, Franka Potente è accuratamente eliminata (e la cosa già ci mette di cattivo umore), cosicché la giostra possa finalmente ripartire. Berlino, Amsterdam, Mosca: ad ogni tappa sono mazzate per tutti. Morte e distruzione che il nostro semina con un'impassibilità quasi straniante e robotica. A Napoli, Bourne se la svigna da una centrale tramortendo poliziotto imbranato e tronfio agente CIA, il quale al risveglio, come se la colpa non fosse la sua, commenta: "No, qui siamo in Italia, non controllano niente..." (Consiglio per futuri polizieschi italiani: inscenare fuga da Washington e piazzare la battuta: "No, qui siamo in America, non controllano nemmeno i parenti di Bin Laden...").
Al centro della filmografia di Matt Damon è sempre la ricerca dell'identità: in Will Hunting un genio fugge il destino per sostare nell'alibi riposante della mediocrità, ne La Leggenda di Bagger Vance un golfista ha smarrito il tocco magico di un tempo, il talentuoso Mr. Ripley odia se stesso e sogna di diventare chiunque, Bourne deve trasformarsi in chiunque proprio per poter ritrovare se stesso... Ma per quanto smemorato, il suo ultimo personaggio non dimentica mezzo secolo di cinema d'azione: sguardo gelido, inattaccabile superiorità intellettuale e fisica, Bourne è Charles Bronson all'epoca di Terminator, con l'ipertecnologia di 007 e la rapidità di Mission Impossible.
Due ore di spara-spara ben girate e splendidamente montate. Personaggi scolpiti con la cura di un martello pneumatico. Intreccio da girone eliminatorio. Evidente nostalgia della guerra fredda. Lacrimevole sotto-finale in Russia, con Bourne che si confessa alla dolce ragazzina cui uccise i genitori (è questo il trauma che gli cancellò la memoria). Versione zippata di un poliziesco normale, The Bourne Supremacy fugge i tempi morti come la peste. Da studiare per tutti gli esordienti italiani.

© 2004 reVision, Dante Albanesi