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L'Appartamento Spagnolo

L'Auberge Espagnole - 2h

Regia: Cédric Klapisch



Se Erasmus si trasforma in Orgasmus, ogni principio di una navigazione, di un percorso, è aperto verso una felicità che solo la situazione imprevedibilmente "vissuta" può regalarci. Xavier inizia proprio dalla sua partenza, ma ne parla come in ricordo, quindi comunica chiaramente l'ambiguità di ogni evento, che a poco a poco diventa solo il passato che magicamente scrive quel futuro incerto e sempre inatteso. Ogni condizione spirituale, che sia quella giovanile o di età più mature, è caratterizzata da un rapporto diretto e misterioso con lo spazio. Anzi addirittura la modificazione di uno spazio: Xavier, parallelamente alla sua meno giovane amante Anne-Sophie, si è trasferito per andare incontro al proprio futuro, qualunque esso sia, verso la separazione definitiva dalla fidanzata Martine.

Klapisch descrive e costruisce immagini spostandosi con stupore attraverso i molteplici viaggi che la stessa storia sviluppa. Il gruppo di studenti in un interno è perfetto per tessere la miriade di traiettorie possibili. Cammini fisici ma anche psicologici. Separazioni di spazi che misurano lo status del territorio mentale individuale. Come lo sguardo dentro il frigorifero, luogo nel quale ad ogni nome corrisponde una dinamica dello spazio occupato. Così anche un lieve spostamento, di una bottiglia d'aranciata denuncia un modo di pensare. E del resto anche William, fratello dell'ordinata inglesina Wendy, si lancia in una pantomima dell'ordine tedesco che alla fine corre verso la dittatura nazista di Hitler. Come dire che dalla rigorosa metodica di studio ai campi di concentramento c'è davvero pochissima strada. E il finale che porta Xavier verso gli uffici del Ministero è una caduta nelle ambiguità perturbanti dell'ordine, degli interni numerati delle infinite stanze del palazzo, laddove le pratiche giacciono, non più accatastate come nei sogni terribili di Kafka, ma diligentemente ordinate dentro carpette colorate, molto più inquietanti. Ogni ordine è e sarà sempre un caos, perciò la meticolosa Wendy s'invaghisce di un vagabondo canterino turbando i cliché sui probabili gusti sessuali. E dall'altra parte l'omosessualità insegna la diversità sessuale a suon di lezioni pratiche sulle zone erogene femminili. Anche questo un luogo comune ma che la scrittura del film rende con un sottile gioco umoristico: il gioioso sorriso e lo stupore verso tutto e tutti.

L'Appartamento Spagnolo ha molti punti in comune con Il Favoloso Mondo Di Amèlie (non solo la presenza di Audrey Tatou): i percorsi che attraverso vicoli tortuosi conducono a una soluzione sempre imprevista, però qui, non c'è alcuna filosofia sulla predestinazione, su destini che s'incrociano o romanticismi del genere. Soltanto i sentimenti di percezione del mondo contemporaneo, dei suoi luoghi templi, la curiosità per le brulicanti metropoli delle strade e della vita notturna nei bar; nondimeno l'intelligente (amara ma sempre con un sorriso) testimonianza su una società che sta scoppiando nel tentativo di controllare e ordinare milioni di variabili. Aumenta la conoscenza, ma aumentano le difficoltà per capire le cose più semplici. Com'è difficile compilare la documentazione per uno scambio universitario, tanto che le infinite carte dell'euroburocrazia finiscono per sommergere interamente lo schermo. Anche le immagini delle mappe, dei punti di riferimento in un luogo sconosciuto allegramente ricorrono ai luoghi comuni della comunicazione: il cerchietto rosso che sulle cartine delle immense metropoli ci dice sempre dove siamo, per non smarrirsi. Eppure tutto sembra più semplice nei libri per bambini: si vedono una fattoria, gli animali e le stagioni che segnavano placidamente il tempo dell'uomo. Ma non c'è tristezza, né dolore, per qualcosa di perduto, perché la vita alla fine insegna che il rammarico è solo uno stato passeggero, o addirittura la condizione che ci avvicina alle novità più sorprendenti dell'esistenza, vicino ai sogni ottimisti di bambino che non ci abbandonano mai.

© 2003 reVision, Andrea Caramanna