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Lost Souls - La ProfeziaLost Souls - 1h 38'
Regia: Janusz Kaminski Nel 1975 un italiano, Alberto De Martino, firmava la regia di Holocaust 2000,
un filmaccio che è diventato un po’ cult per i suoi eccessi e le paranoie
"modaiole" legate all'avvento della diffusione mondiale dell'energia
atomica. L'apocalisse si manifestava attraverso un dragone con diverse teste,
in tutto simile alla minacciosa costruzione della centrale nucleare.
L'olocausto dell'umanità si realizza grazie all'intervento dell'Anticristo, che
altro non è che una figura rovesciata di Gesù. Vale a dire la sua vita sarà una
replica invertita di quella del Messia.In Lost Souls questi eventi stimolano a livello visivo la fantasia del regista Janusz Kaminski (già premiato direttore della fotografia di Schindler's List e Salvate Il Soldato Ryan). Sono una fonte spettacolare, grazie ai movimenti della macchina da presa - diagonali -, ma soprattutto alle luci particolari che in qualche caso richiamano l'estetica videoclip con colori che tendono al monocromatismo nelle sequenze climax. Eppure il film è assolutamente piatto, la vicenda dello scrittore di best seller criminali Peter Kelson (Ben Chaplin) che scopre, grazie a Maya Larkin (Winona Ryder), di essere l'Anticristo, suscita una beffarda risata. La sequenza iniziale dell'esorcismo del serial killer, girata con intenso furore, già ci scaraventa in una sorta di fiera delle attrazioni dove è difficile rendersi conto dell'espressione filmica tanto è vacua e sterile. In L'Esorcista di William Friedkin, la manifestazione del Male avveniva quasi dopo un'ora dall'inizio, in Angel Heart - Ascensore Per L'Inferno di Alan Parker, la rivelazione di Satana era tanto più terribile quanto ignota e imprevedibile per il personaggio di Harry Angel (Mickey Rourke). Due esempi per sottolineare che il cinema è innanzitutto una questione di drammaturgia. Nei film citati l'evento drammatico consiste proprio nella manifestazione del soprannaturale come evento scardinante la percezione quotidiana dell'esistenza, evento assolutamente perturbante, portatore di una devastante crisi spirituale, la stessa che faceva tremare di paura i due sacerdoti ne L'Esorcista. In Lost Souls è proprio la mancanza del dramma a rendere superficiali ed evanescenti i personaggi e le storie che ci raccontano. Il problema maggiore è inoltre quello di doversi confrontare con le decine di film sull'argomento satanico. È chiaro che ogni particolare non sfugga allo spettatore più smaliziato. Come il gioco dei numeri da decifrare (666, in Holocaust 2000 era la doppia radice quadrata di 231 letta al contrario che dava "Iesus") o la nascita dell'Anticristo da rapporto incestuoso, o il compimento del trentatreesimo compleanno per una fantomatica "trasmutazione", o i nastri incisi che l'Anticristo può ascoltare solo se fatti girare in senso inverso, o la rivelazione di un complotto di adoratori di Satana che aspettano il prescelto e così via. Tutti questi elementi appaiono come semplici riempitivi e supplementi, senza mai corrispondere precisamente a una pregnante necessità narrativa. © 2001 reVision, Andrea Caramanna |
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