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Small Soldiers

1h 52'



Quanti fra i nostri lettori ricorderanno il buon vecchio GI Joe? Forse non molti, probabilmente non i più giovani. Ebbene, in un campo come quello dell'intrattenimento ludico dove le novità si susseguono a ritmo incalzante relegando nell'oblio tutto ciò che appare datato, ad anni luce di distanza dall'era dei videogames, un semplice pupazzo sembrava sovvertire ogni regola e sbaragliare i tanti soldatini di plastica che erano stati creati fino ad allora. Il suo nome era appunto GI Joe, un soldato in miniatura snodato con tanto di uniformi ed armi, un vero duro davanti al quale il bel Ken di Barbie ed il palestrato Big Jim facevano la figura delle femminucce. Col passare degli anni il suo mito è rimasto intramontabile, sia pure offuscato da prodigi tecnologici un tempo neppure lontanamente ipotizzabili.
Gli Small Soldiers, i soldatini di Joe Dante, geniale regista proiettato verso il futuro ma con un occhio sempre aperto sul passato, sono i suoi più degni eredi, progettati del resto con la preziosa consulenza della Hasbro Toys, proprio i creatori del glorioso GI Joe. Semplici pupazzi quindi, che a contatto con un mondo fatto di chip e microchip si trasformano però in un qualcosa di molto più complesso.

Ma a questo punto si rende necessaria una precisazione. Small Soldiers non è un film per bambini, o per lo meno lo è alla maniera di Joe Dante. I protagonisti, come abbiamo visto, sono dei soldatini, al loro fianco abbiamo due adolescenti alle prese con i problemi tipici dell'età (la scuola, i primi amori, i rapporti con i genitori...), lo sviluppo della narrazione è moralmente corretto ed i buoni sentimenti non mancano, ma l'atmosfera rimane inquietante e la violenza, per quanto mitigata dalla fantasia, è dirompente. Il cinema di Joe Dante è sempre divertente, ironico, talvolta pungente (La Seconda Guerra Civile Americana), spesso indirizzato, almeno apparentemente, ai più piccoli (Gremlins), ma ricco di citazioni e di uno spessore tale da poter essere compreso pienamente solo da un pubblico adulto. E così qui, dove un uomo d'affari, fiero del proprio potere e spinto da una smisurata ambizione, è pronto a tutto pur di aumentare gli introiti della società, anche a dare vita, e non si tratta di un gioco di parole, a dei giocattoli a prima vista inanimati. Ma cosa potrà scatenare l'innesto di un chip progettato per scopi militari nella testa del Maggiore Chip Hazard e dei componenti del suo Commando Elite, unità addestrata a combattere con ogni mezzo e senza pietà gli acerrimi nemici provenienti dall'isola di Gorgon? Niente meno che una vera e propria guerra che vedrà gli umani schierati al fianco del nobile Archer e dei Gorgonauti, buffi personaggi dalle forme più stravaganti, amanti della non violenza e perdenti per natura.

Trionfo dell'animazione meccanica unita ai più sofisticati effetti computerizzati, Small Soldiers riesce a mescolare con abilità fantastico e reale, rendendo pienamente verosimile una battaglia combattuta a colpi di sparachiodi, grattugie, palle da tennis infuocate ed ogni altra diavoleria inventata utilizzando comunissimi utensili domestici. Perfettamente a loro agio nel dialogare e combattere con amici e nemici immaginari sono i giovani Gregory Smith e Kirsten Dunst, apparsa di recente in Sesso e Potere, ma i veri protagonisti sono loro, i soldatini, dotati di una propria coscienza e felicemente caratterizzati fin nel più piccolo dettaglio. I Gorgonauti, nella loro mostruosità, sono semplicemente perfetti, Chip Hazard è la versione giocattolo di Patton, Generale D'Acciaio e tutto il Commando Elite è un concentrato di gergo militaresco e spirito guerrafondaio all'ennesima potenza. Peccato solo che la versione italiana ci privi di uno degli aspetti fondamentali del film: le voci degli Small Soldiers. Non possiamo fare altro che dirvi che nella versione originale la voce del Maggiore Chip Hazard è quella di Tommy Lee Jones, quella di Archer di Frank Langella, a far parlare il Commando Elite sono addirittura i leggendari interpreti di Quella Sporca Dozzina, da Ernest Borgnine a Jim Brown, e non manca nemmeno Christina Ricci, visto che anche le bionde bamboline di casa saranno ben presto trasformate in feroci guerriere.

© 1998 reVision, Carlo Cimmino



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