![]() |
Copertina | News | Forum | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | Links |
|
![]() |
I Simpson - Il FilmThe Simpsons Movie - 1h 27'
Regia: David Silverman A vent’anni dalla loro prima apparizione televisiva nel Tracey Ullman Show, i Simpson arrivano sul grande schermo.
18 stagioni, 400 episodi e un successo che non sembra destinato a diminuire: di tutto questo può vantarsi il creatore Matt
Groening, padre e nume tutelare di una serie che non ha mai abbandonato, curandola in ogni sua incarnazione, dai fumetti al
merchandising. Al suo esordio I Simpson apparve subito come un prodotto straordinario. I puristi storsero il naso di fronte
alla grafica dai tratti grotteschi e alla sgradevolezza apparente di quel mondo colorato di giallo, e – al suo arrivo in
Italia - i Soloni di turno profetizzassero vita breve al nuovo prodotto. E invece fu subito amore. Da noi – nonostante le gag
spesso intraducibili e gli svarioni delle traduzioni - sia la serie che i fumetti si conquistarono immediatamente uno zoccolo
duro di fan, complice il doppiaggio mimetico dell’originale che – nonostante i difetti di cui sopra – ce ne ha sempre offerto
una versione molto simile a quella reale.Del film si parlava ormai da anni, ma Matt Groening aveva promesso che non si sarebbe fatto in assenza di un copione valido. Non sarebbe stato, cioè, il solito episodio dilatato a un’ora e mezzo di durata, ma avrebbe avuto una necessità intrinseca, per sperimentare, magari, la tenuta del cartone in un media di più ampio respiro. Ci aspettavamo dunque che I Simpson - Il Film seguisse l’esempio di South Park: quando si è trattato di realizzare un lungometraggio ispirato al loro cartone irriverente e politicamente ultrascorretto, Trey Parker e Matt Stone sono riusciti alla grande nell’impresa di non clonare se stessi. Ahimé, quello che ho visto al cinema è proprio quello che – date le premesse - non mi aspettavo di vedere, cioè un episodio
diluito e allungato tre volte la sua durata classica, che ripropone dinamiche e situazioni già sfruttate più volte nella serie.
Tutto è incentrato sulla famiglia più disfunzionale d’America, a partire dal rapporto tra Homer Simpson, il re degli imbecilli,
e il figlio Bart. Durante le puntate televisive Homer gli ha preferito di tutto: animali, figli altrui, cassette di birra...
qua gli preferisce un maiale. La sua capacità di provocare disastri assume per l’ennesima volta dimensioni cataclismatiche,
vale a dire un gigantesco inquinamento causato dallo sterco dell’animale in questione gettato nel lago (sic). Si ripropone
anche il topos di Lisa la secchiona impegnata in tutte le cause giuste col fidanzatino ideale, la rivolta della famiglia che
inizialmente abbandona Homer, quest’ultimo che deve riscattarsi – e puntualmente lo farà – agli occhi del figlio e degli altri
abitanti di Springfield.Groening aveva promesso un film non solo per neofiti ma anche per gli appassionati, con l’apparizione di quasi tutti i personaggi della serie. Ecco, in questo è stato di parola, ma di velocissime comparsate si tratta, e per mettere dentro tutti ha relegato sullo sfondo vere e proprie colonne portanti dello show come il signor Burns, straordinario esemplare di un capitalismo brutto sporco viscido e cattivissimo. Le gag sono sempre telefonate e i bersagli (l’ecologismo di Al Gore, l’idiozia di Arnold Schwarzenegger) troppo facili, dando l’impressione che Matt Groening abbia preferito puntare sul sicuro sparando a salve sulla Croce Rossa. Forse non è nemmeno colpa sua, forse nutrivamo aspettative troppo alte e il film non fa che rispecchiare le ultime stagioni di una serie che mostra un po’ la corda. Ma non possiamo fare a meno di sentirci un po’ delusi dalla mancanza assoluta di una storyline e di quelle gag esilaranti e cattive che ci hanno fatto amare in passato l’affascinante e irriverente mondo dei Gialli. Temiamo seriamente che Matt Groening abbia contratto la Sindrome di Schultz, e speriamo che i Simpson non diventino un programma a formula intento a campare di rendita su un passato glorioso, come i Peanuts degli ultimi anni, fino alla scomparsa del loro creatore. © 2007 reVision, Daniela Catelli |
|