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Out Of Sight2h 03' "A volte capita che vedi qualcuno che non conosci - vi guardate, trovate gli occhi dell'altro
e, per pochi istanti, vi riconoscete. Ma un attimo dopo quella persona se n'è andata ed è troppo tardi per fare qualunque cosa,
ma ti resta dentro, perchè era proprio là e tu l'hai lasciata andare, e allora pensi se solo... se solo l'avessi fermata. Capita
poche volte nella vita... o una volta soltanto." Un breve dialogo, una manciata di parole fra un uomo ed una donna che appaiono
insieme in non più di due scene nel corso di un intero film, eppure il motivo conduttore di Out Of Sight, la sua essenza,
è tutto lì, in quello scambio di battute. A pronunciarle è Jack Foley (George Clooney), un ladro gentiluomo, un criminale d'altri
tempi, un po' alla Arsenio Lupin. Gira disarmato e nonostante ciò detiene il "record" delle rapine in banca... anche se la
sfortuna che lo perseguita quando sale in una macchina gli crea sempre non pochi problemi, è già stato arrestato tre volte e
sa che la prossima sarebbe per trent'anni, ma lui è un inguaribile romantico, un sognatore, e farebbe qualsiasi cosa per la
donna che ha catturato il suo cuore... anche se si tratta di uno sceriffo federale ed i loro sguardi si sono incrociati per un
solo attimo. Karen Sisco (Jennifer Lopez), del resto, non è da meno. Integerrimo tutore della legge, Karen è ben più tollerante
in fatto di uomini, tanto da finire sempre con il tipo sbagliato, e quando si troverà ad essere casualmente presa in ostaggio
durante un'evasione e rinchiusa in un portabagagli con il bel Jack, beh non potrà di certo resistere al fascino del fuggiasco
che si chiede cosa ne sarebbe stato del loro incontro se le circostanze fossero state diverse.E' in quello spazio angusto, con i loro corpi che si sfiorano, che i due cominciano a conoscersi e capiscono di appartenersi. E' in quel portabagagli che lo spettatore vede per la prima volta insieme Jack e Karen, comincia a conoscerli e ad amare quei due personaggi che si ritrovano al buio a parlare di cinema, di Faye Dunaway, di Bonnie and Clyde, Quinto Potere, I Tre Giorni Del Condor, di come e quanto in fretta in quel film l'amore fosse sbocciato, due personaggi così irreali come solo la realtà può esserlo. Ed è già qui, quasi all'inizio del film, che riconosciamo la mano felice di quello scrittore anomalo che risponde al nome di Elmore Leonard, un autore che gioca con le sue creature donando loro vita propria, privilegiando le sensazioni senza per questo prescindere dall'azione. Già in due occasioni precedenti i romanzi di Leonard erano stati adattati per il grande schermo con
risultati a dire il vero contrastanti. Il più recente Jackie Brown
si era rivelato una delusione con un Tarantino in crisi di onnipotenza, e lo ricordiamo qui solo perchè uno dei suoi personaggi,
Ray Nicolette (Michael Keaton), ce lo ritroviamo qui a sorpresa (non figura neanche nei credits) come fidanzato un po' troppo
sposato della nostra Karen. Get Shorty era invece un piccolo gioiello, fedelissimo al testo scritto, e se vi diciamo
che il suo sceneggiatore, Scott Frank, è lo stesso di Out Of Sight potete già immaginarvi un lavoro rispettoso di situazioni
e dialoghi - praticamente immutati - e cinematograficamente perfetto. Ma, arrivati a questo punto, non dimentichiamoci di chi
in fondo il film lo realizza e cioè il regista. Ebbene, non può che farci piacere ritrovare in forma smagliante quello Steven Soderbergh
che dopo essere esploso con Sesso, Bugie E Videotape - era il lontano 1989 - non ne aveva praticamente più azzeccata una.
Qui tutto funziona a meraviglia, dalle musiche alla scelta di luci e colori (caldi e vivaci quelli di Miami, glaciali e profondamente
reali - non c'è infatti nessun filtro a correggerli - quelli di Detroit), dagli splendidi (in tutti i sensi, e i sospiri si
sprecano) interpreti principali agli altri protagonisti, ognuno finemente tratteggiato fin nei più piccoli particolari indipendentemente
dall'importanza e dalla durata dell'apparizione, con un cast di prim'ordine che comprende Ving Rhames (Pulp Fiction),
Don Cheadle (Boogie Nights), Dennis Farina (Questo Pazzo Sentimento),
Catherine Keener (Bionda Naturale), Isaiah Washington (Bus In Viaggio),
Nancy Allen (Vestito Per Uccidere) e tantissimi altri. Le vicende si susseguono intrecciandosi fra loro con continui
sbalzi temporali fra passato e presente, sogno e realtà, con una forte carica di erotismo, sempre presente, a permeare di sè
ogni immagine, un erotismo in realtà lieve, appena accennato, basato più sulla forza degli sguardi e delle parole che su quella
dei corpi. Un erotismo raffinato, quasi d'altri tempi, che non cede mai alle false lusinghe della volgarità.
© 1998 reVision, Carlo Cimmino |
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