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Le Regole Della Casa Del Sidro

The Cider House Rules - 2h 10'

Regia: Lasse Hallström



Nella (probabilmente pia) illusione che la critica cinematografica abbia ancora la funzione di traghettare un'opera dalla sponda peccaminosa dell'autorialità a quella salvifica del pubblico, si può regalare al critico-timoniere la demiurgica facoltà di trasportare sulla riva sicura l'uomo più indifendibile, a scapito di un altro che magari sembri moralmente più retto, per la sola prima impressione. Poco importano le nefandezze: egli vivrà, e il resto non conta.
Le Regole Della Casa Del Sidro ha numerose colpe da espiare. Tante da meritare un vero e proprio viaggio giubilare. La prima risiede probabilmente in quel tanto di stressante patologia che lo scrittore John Irving, artefice del romanzo, ha riversato nelle sue memorie, recentemente pubblicate.

Tredici lunghi anni, per far diventare pellicola un bestseller d'eccezione. Il rimaneggiamento continuo, e i ripetuti passaggi di mano, hanno determinato quella sostanziosa stanca narrativa che porta spesso a reclinare il capo di fronte ai pur maestosi paesaggi del New England. Ma può spiacere del tutto la storia di un orfano un po' genio un po' enfant sauvage che raccoglie mele allo stesso modo in cui apprende di medicina ginecologica, che ha per pigmalione un medico abortista e per (quasi) famiglia adottiva una giovane coppia, nella quale egli ovviamente si intrufola quando il "lui" della situazione parte per combattere nella Seconda Guerra Mondiale? No, come mai è spiaciuto Dickens, cui il film fa spesso l'occhiolino volendoci apparentemente arrivare e lasciando la citazione come dolce ricordo dell'infanzia per gli spettatori.

Hallström aveva fatto cose migliori in passato. Con una punta di coraggio, e di sensibilità in più. Ma questa è la nuova Hollywood, che non gioca nemmeno con i generi ma li usa come le tessere del domino. Che risciaqua sapientemente le forme, prima di inventarle di nuovo. Così la Casa Del Sidro ha in dosi equilibrate il melodramma e l'avventura, la formazione e la maturità. È un sorprendente film sull'aborto, che lascia però la critica sociale a piè di pagina. Ha una sofisticata confezione, che però poco incide sulle sue qualità sostanziali. Contenderà l'Oscar ad American Beauty, ma è davvero tanto peggiore del suo rivale? È più sagace la "voce del morto" di Kevin Spacey, o l'aria da pigmalione di Michael Caine? In questo i fotogrammi non contano. C'è un faida in corso tra la Miramax, che sta con La Casa Del Sidro, e gli spielberghiani del film di Mendes. Il più forte avrà diritto per un anno a restare fuori fino a tardi il sabato sera. Il traghettatore porterà il nordico Lasse Hallström sulla riva del pubblico. Al quale, probabilmente, Le Regole Della Casa Del Sidro risulterà boccone amaro da digerire. Fotunatamente, è un ponte l'unica cosa che può decretare la morte di un traghettatore.

© 2000 reVision, Riccardo Ventrella