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Il Sesto SensoThe Sixth Sense - 1h 55'
Regia: M. Night Shyamalan Malcom Crowe (Bruce Willis) è un affermato psicologo infantile ed un marito felice. Al rientro da una cerimonia in suo onore
parte del suo passato gli si presenta innanzi. Ad attenderlo nell'ombra di casa c'è un suo ex paziente. Dopo aver rinfacciato allo psicanalista il fallimento della
sua terapia il paziente gli spara in pieno petto. Malcom Crowe cade sul letto mentre la moglie cerca di fermare l'emorragia.
A seguito di questo avvenimento il dottor Crowe non è più lo stesso uomo, non è più lo stesso marito. Il suo unico paziente è un bambino di nove anni, Cole (Haley
Joel Osment). Il piccolo vive solo con la madre. Entrambi non vivono certo in una situazione agiata. La madre avendo alle spalle un matrimonio fallito e dovendo
dedicarsi a due lavori per mantenersi, Cole vittima di strane apparizioni ed inspiegabili graffi che gli segnano il corpo. Ma Cole ha un segreto che cela a tutti,
perfino alla madre. Cole vede le persone morte. Il suo sesto senso gli permette di vedere e sentire i morti. Morti che affollano la sua mente ed i luoghi che egli
frequenta. Dopo un periodo di reciproca diffidenza Cole e Malcom riusciranno a stabilire un legame talmente forte da permettere ad entrambi di risolvere con successo
i loro problemi. Cole imparerà ad accettare la sua "maledizione" come un dono prezioso, il dottor Crowe a rassegnarsi alla sua nuova situazione e ad instaurare un
nuovo tipo di dialogo con la moglie.
Il Sesto Senso è un thriller parapsicologico. Un ottimo film di genere per ciò che riguarda la struttura narrativa. Con i pregi e i difetti che ciò comporta. Ottimo senso del ritmo e della costruzione della suspance sono certamente tra le sue caratteristiche positive, così come la capacità di creare sin dall'inizio un meccanismo narrativo esclusivamente teso verso la soluzione/rivelazione finale. La capacità di distrarre lo spettatore con falsi indizi contribuisce a dare maggior vigoria al momento di climax finale. D'altro canto, però, chi ben conosce gli ingranaggi perfetti del genere thriller è in grado di prevedere con buona probabilità di successo tutte le mosse della trama. Rivelazione finale compresa. Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio, tra i fantasmi. Più difficile è annoverare Il Sesto Senso come film di genere guardando ai temi trattati. Non si tratta semplicemente di un film horror. Poche sono le immagini "spaventose" tipiche dell'horror. Temi troppo profondi per essere semplicemente annoverato come thriller. In particolare la delicata descrizione del rapporto tra Cole ed il mondo degli adulti esula dai canoni "leggeri" del thriller. Non si tratta certo di una commedia romantica, ma l'amore nel senso più completo della parola risulta essere una delle componenti basilari del film. Lo scollamento tra una esposizione cinematografica strettamente di genere, ed una materia filmica che amalgama generi cinematografici diversi è la caratteristica più importante del film. Se la narrazione non offre spunti particolarmente interessanti dal punto di vista della sintassi cinematografica è interessante evidenziare la capacità del film di dare
vita ad un costante alone di mistero che avvolge tutto il lungometraggio. Sensazione che si evidenzia soprattutto per la capacità del film di costruire costantemente un
forte senso di attesa, attesa che viene quasi sempre rimandata, deferita. In apparenza sempre sul punto di fornire allo spettatore importanti indizi e spiegazioni, il film
in realtà gioca ad ingannare il pubblico, riservandosi di fornire tutte le risposte alle domande dello spettatore solo alla fine della visione. Questo procedimento dona al
film una particolare caratteristica di ambiguità, caratteristica che coinvolge non solo la narrazione ma che investe gli stessi protagonisti. Tempo, luoghi e personaggi
principali sembrano muoversi in un universo parallelo rispetto alla realtà.
Un mondo ad esclusivo uso dei due protagonisti e dei fantasmi che ad essi si accompagnano. Un universo parallelo che, negato alla vista degli adulti, emerge come simbolo
forte dell'infelicità infantile e della incapacità da parte degli adulti di penetrarlo in modo costruttivo. La difficoltà da parte dei bambini nel contemplare un evento
adulto come la morte appare essere la chiave di volta narrativa che sorregge l'opera cinematografica. Tutto il mondo di Cole ruota attorno all'impossibilità di comprendere,
di capire cosa i fantasmi vogliano da lui. L'orrore che ne deriva è un orrore psicologico più che fisico. Un profondo orrore quotidiano lontano dall'orrore straordinario,
ma fisicamente ben evidente, di molti film horror. Una volta risolto con l'aiuto di Malcom il nodo essenziale della comprensione, il film non ha più ragion d'essere. La rivelazione finale sul reale stato fisico dello psicologo serve solo ad allungare di qualche minuto il film e a provocare l'ultimo sussulto della platea. © 1999 reVision, Fabrizio Pirovano |
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