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Scream 21h 30' Non è un film appassionante il sequel di Scream. Non vi farà tremare sulla sedia, né
vi trasmetterà alcuna angoscia. Gli ultimi film del grande Wes Craven appaiono sempre più spenti, privi della forza terrificante
di personaggi come Freddy Krueger. La paura per Craven sta sempre più intellettualizzandosi in una riflessione colta, nella
parodia del genere horror.Citazioni cinefile a non finire. Chi non avrà notato il Nosferatu di Murnau che passa sullo schermo televisivo più di una volta? Continua l'analisi del testo horror. In Scream i protagonisti discutevano le regole per un buon slasher movie (quelli dove un assassino rincorre la vittima con un'arma tagliente), adesso più filosoficamente si preoccupano della plausibilità del testo filmico negli anni '90. L'assassino deve essere la persona meno prevedibile, nei film horror non ci sono uomini di colore, quindi è meglio aggiungerli (vedi l'operatore nero di Gale Weathers) e i serial killer sono quasi sempre maschi bianchi. La prima sequenza del film è già una prova di cinema nel cinema: il pubblico di una sala cinematografica, multiplex perfetto che regala all'ingresso dei gadgets (tra cui le maschere identiche a quella del killer), è coinvolto in stile Rocky Horror Picture Show dalla proiezione di un horror, Stab, che poi non è altro che il film sui fatti accaduti a Sidney (Tori Spelling) nella "puntata precedente". Nel putiferio generale, si compie il primo omicidio, mentre sullo schermo se ne compie un altro. Siamo spettatori così di due delitti contemporaneamente. Ma siamo anche dentro la sala e stiamo vedendo un horror (capito il giochino?). Craven certo affascina mettendo in campo tante riflessioni, come quella divertente sui serial cinematografici, che sarebbero inferiori alle prime versioni, ma con qualche eccezione come Alien 2, Terminator, Il Padrino e forse anche Scream 2? Scream 2 è un caleidoscopio in cui ruotano, spesso in modo sterile e irritante, fin troppi elementi. Ci sono gli attori
sopravvissuti di Scream: Neve Campbell nella parte di Sidney Prescott, il suo amico Randy Meeks (Jamie Kennedy) poi
Dwight "Dewey" Riley (David Arquette), che si porta dietro le ferite del film precedente, Cotton Weary (Liev Schreiber), il
ragazzo che Sydney aveva accusato ingiustamente dell'omicidio della madre, a caccia questa volta di un momento di gloria, e
poi la giornalista televisiva Gale Weathers (Courteney Cox), in versione meno cinica e disposta ad intenerirsi per lo zoppicante
Dewey. Tutti questi personaggi ed altri non sono che delle pedine che si muovono con totale schizofrenia e le scene splatter
sembrano quasi un atto dovuto in una atmosfera che ricorda più le soap opera giovanili stile Melrose Place.Alla fine più che il film horror sembra che restino le teorie o le fantasie sul genere più amato da Craven. La paura, la vera tensione, queste si allontanano sempre più e in fondo pensiamo che il nostro Argento, non perdendosi in inutili sofismi, sa fare molto, ma molto di più. © 1998 reVision, Andrea Caramanna |
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