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La Stanza Dello Scirocco



E' la Sicilia aspra e senza tempo della provincia di Ragusa a far da sfondo alla bella storia de La Stanza Dello Scirocco, film d'esordio del regista Maurizio Sciarra. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Campana dallo stesso Sciarra in collaborazione con Suso Cecchi D'Amico e Salvatore Marcarelli, autori anche della sceneggiatura, La Stanza Dello Scirocco racconta una storia dal sapore antico, meridionale nelle suggestioni e universale nei sentimenti.
E' il 1936 quando il Marchese di Acquafurata (Giancarlo Giannini), noto antifascista vissuto per anni a Parigi, fa ritorno in segreto in Sicilia, per prendere possesso del palazzo di famiglia lasciatogli in eredità da sua cugina. Nel giungere ad Acquafurata il Marchese scopre però che l'eredità è vincolata da una clausola: il palazzo deve essere adibito a sede del Fascio. Indignato il Marchese cerca con l'aiuto del fedele notaio Spatafora (Paolo De Vita), anch'egli antifascista, una soluzione, promettendogli in cambio di aiutarlo a far fuggire un "compagno" dall'isola di Lampedusa. Nel frattempo le autorità del luogo, appresa la notizia del ritorno del Marchese in città, si apprestano a bussare alla sua porta per arrestarlo. Il caso vuole, però, che proprio in quel mentre scoppi nel palazzo un piccolo incendio durante il quale muore il maggiordomo del Marchese. Senza pensarci troppo questi si sostituisce al servitore, sfuggendo la cattura da parte degli uomini del potestà.

Resta tuttavia il problema dell'eredità: nelle nuove vesti infatti il Marchese non può rivendicare più nulla. Escogita quindi uno stratagemma: fa ritrovare un nuovo testamento in cui si attesta che il palazzo deve essere assegnato a una coppia di terremotati. I prescelti sono un cavatore di pietre, Vincenzo (Francesco Benigno), e sua moglie Rosalia (Tiziana Lodato), giovane e fiorente ragazza del popolo. Rosalia non crede ai suoi occhi, tutto è così meraviglioso che le sembra di vivere una favola, ancor più quando, aggirandosi per il palazzo, scopre la stanza dello scirocco. Qui la giovane viene raggiunta dal Marchese-maggiordomo che le svela il segreto legato a quella stanza e al palazzo. Pare che la stanza fosse stata costruita da architetti arabi in modo tale che sarebbe bastato gridare al suo interno per tre volte, ad intervalli regolari, che tutto il palazzo sarebbe crollato. Merito forse della suggestiva leggenda, Rosalia inizia a guardare l'uomo in modo differente, sostituendo a poco a poco la diffidenza nei suoi confronti con l'ammirazione e poi con l'amore. La giovane cerca in ogni modo di reprimere i suoi sentimenti, ma invano. E così quando Vincenzo parte per la guerra d'Africa, la passione fra la giovane donna e il Marchese-maggiordomo esplode con gravi conseguenze per entrambi. Riusciranno l'affascinante popolana ed il Marchese a coronare il loro sogno d'amore? E' tutto da vedere...

Quella al centro de La Stanza Dello Scirocco è una storia travolgente e romantica, una storia fatta di sguardi, di rossori e di pudore, una storia d'altri tempi che racconta i sentimenti con la levità di una fiaba. Ben scritto dal trio Cecchi D'Amico-Marcarelli-Sciarra e interpretato con emozione da un Giannini in splendida forma, da una graziosa Tiziana Lodato e da un gruppo di splendidi caratteristi tra cui spicca il bravo Tony Sperandeo, La Stanza Dello Scirocco è un film che commuove e fa sognare e che ha il coraggio di mostrare una Sicilia diversa, una Sicilia luminosa e solare in cui la mafia sembra solo un brutto sogno.

© 1998 reVision, Maria Stella Taccone



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