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Il Sarto Di Panama

The Tailor Of Panama - 1h 49'

Regia: John Boorman



Mestiere delicato, il sarto è una sorta di confidente spirituale, un prete che raccoglie segretamente debolezze e corruzioni intime dell'animo. Ma l'abito sartoriale è anche il segno simbolo dei soldi, di chi in spregio alle confezioni industriali si distingue dalla massa indossando la griffe (non a caso è citato Armani). Così nel mucchio dei ribaldi corruttori e corrotti ci sono sarti, esponenti governativi, del cartello degli affari più o meno loschi che comprendono soprattutto il riciclaggio di denaro sporco del traffico di armi e stupefacenti. Ed il regime di Noriega, abbattuto dagli Stati Uniti o meglio da George Bush quando è diventato presidente, che è l'esemplare voltafaccia di un politico pronto a tutto, il medesimo che aveva garantito amicizia al dittatore quando era a capo della CIA. In una sola sequenza, l'ingresso di Andy Osnard (Pierce Brosnan), accompagnato dal sarto Harry Pendel (Geoffrey Rush), al club esclusivo dei potenti, Boorman mette in scena il luogo mentale del disfacimento, il perpetuo rigenerarsi della parte meschina dell'umanità, quella che immoralmente o forse amoralmente segue alla lettera il principio della volontà di potenza. È lo stesso luogo del potere oscuro rappresentato nel film di Kubrick Eyes Wide Shut, dove lo sguardo, lì in maniera più ambigua per la presenza delle maschere, gioca al riconoscimento dei tratti, delle espressioni infernali, i sorrisi gaudenti, o fragorosi, interrotti dal fastidioso intruso, la presenza che è fuori ed altra. Come Tom Cruise, qui Mickie Abraxas toglie per un istante la sua maschera e si abbandona a una rivelazione di lucida follia alcolica in cui riconosce i segni del definitivo, irreversibile, degrado che ha pervaso il paese. Hanno abbattuto Noriega, ma si sono dimenticati di abbattere la corte intorno al sovrano, vale a dire quelli che facevano gli affari e ora continuano a farli.
La scrittura di John Le Carré (sceneggiatore insieme a Boorman oltre che autore del romanzo) è totalmente pessimista ed insieme ironica, operando sottili distinzioni tra personaggi. Per cui abbiamo una valida descrizione psicologica, che utilizza in modo eccellente il linguaggio parlato, il più sincero e spontaneo, per infondere ai caratteri una identità autentica ed umanissima. Forse la constatazione conclusiva che il genere umano sia davvero composto da una "silenziosa opposizione" che qualche volta riesce a farsi sentire. E quando ciò succede è in realtà intervenuta la parte corrotta e corruttrice e la sola prospettiva allettante di nuovi guadagni.

La spy-story è invece trattata come iperbole e parodia, con particolare riferimento agli agenti segreti e al famosissimo 007, peraltro già interpretato dallo stesso Brosnan. Andy Osnard sembra conoscere i meccanismi della vita tanto bene da servirsi delle persone e uscirne incolume. La decostruzione parodica del personaggio di Ian Fleming è probabilmente la parte più stimolante del film, perché intessuta di quegli scarti, deviazioni dalla regola che distruggono definitivamente anche il barlume più piccolo del politically correct. Nel mondo di Osnard tutto è davvero possibile, e questa suadente libertà amorale pone nondimeno interrogativi plausibili. Al di là del divertimento sessuale entrano nel discorso tutti i punti di riferimento di qualunque esistenza. Curiosamente l'opposizione a tale orizzonte morale non è operata da Pendel che in fondo cerca sempre di sottrarsi a un confronto diretto, ma dalla moglie che affronta tutte le insidie del caso ed infine interviene con una scelta vigorosa e precisa.
Il film è appassionante per quella cifra a tratti dolente d'immersione nello spazio di Panama City, città frontiera trasfigurata nella memoria cinematografica di Casablanca, sguardo sempre di grandissima profondità che descrive ogni elemento dei luoghi. Come i volgari grattacieli o le banche soprannominate lavanderie a gettoni perché lavano il denaro, i putridi vicoli brulicanti di umanità allegra e litigiosa, la prostituzione dilagante e la povertà, attraversata quasi in montaggio alternato griffithiano rispetto alle immagini delle lussuose abitazioni dei ricchi e degli edifici del potere: dall'ambasciata inglese al palazzo del presidente (qui la mdp riesce, in quella ascesa, a dare il senso di una folle, insensata, verticalità), dove anche l'umanità cambia e le espressioni sono sempre quelle della vile deferenza verso Potere e Denaro.

© 2001 reVision, Andrea Caramanna



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