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L'Amore Ritrovato1h 36'
Regia: Carlo Mazzacurati Il romanzo "Una relazione" di Carlo Cassola, viene portato sul grande schermo col cesello dell'artigiano da Carlo Mazzacurati.
Attori di talento indiscusso, ricostruzione storica e scenografica, accurata anche se con qualche concessione di troppo alla modernità dei costumi, però, non sono sufficienti
a dare vita e passione a quest'ennesimo tentativo di rendere in celluloide un importante opera letteraria. La vicenda è semplice e immediata: un ragazzo di buona famiglia con un impiego di concetto, sposato e con prole come imposto dall'etica dell'Italia degli anni trenta, si ritrova fra le braccia di una ragazza sempre desiderata e sognata ma mai fino in fondo accettata. La storia, nata come un'avventura, passata attraverso il ricatto e la violenza, inaspettatamente si trasforma in amore, nella cornice complice di una provincia che è, ormai, solo nella nostra memoria: con le sue signore discrete, gli uomini improvvisatori di versi amabili, di alberghi diurni, con le impiegate strette nel grembiule bianco, promessa di chissà quali delizie fra le nuvole di talco e il profumo di dopobarba. Eppure i personaggi che si muovono fra quelle che dovrebbero essere le passioni umane più squassanti, sembrano, qui, stentare a staccarsi dalle pagine di carta che li hanno evocati, finendo col recitare, seppur con mestiere, battute che non gli sono proprie, attaccati visceralmente al copione. E poi tutta la pellicola sembra esaltare la poetica dello spirito libero che poco si attaglia ai rigidi costumi e pregiudizi di un Paese a cavallo tra le due guerre, dove la condizione femminile era intimamente legata alla casa, alla famiglia, all'anello nuziale e dove anche un piccolo sviamento era visto come marchio di infamia. Per questo l'agitarsi leggero di Stefano Accorsi e Maya Sansa somiglia, forse troppo, a quello di due turisti in vacanza e non rende palpabile la tensione, il rimorso, i dubbi di una coppia che consuma il tradimento alla luce del sole, in un'epoca in cui l'adulterio è punito come un crimine. La scelta dolorosa di lasciarsi e poi un nuovo incontro quando il tempo ha solcato altre rughe sui volti stanchi non aprono mai la strada a una seconda possibilità e lasciano spazio solo a quella nostalgia fisica che è propria di un amore vissuto a metà. Un occhio più attento al realismo dei fatti e delle cose avrebbe aperto orizzonti meno avvincenti ma di certo assai più veri... © 2004 reVision, Elisa Schianchi |
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