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Ritratto di Signora

The Portrait of a Lady

Isabel Archer (Nicole Kidman), giovane americana trasferitasi in Inghilterra, dopo aver irriguardosamente rifiutato la proposta di matrimonio di un gentiluomo del posto, riceve in eredità un patrimonio grazie al cugino Ralph Touchett che, innamorato di lei ma non rivelatosi perchè gravemente malato, aveva convinto in tal senso il padre morente. Isabel inizia a viaggiare, ma l'eredità non riesce comunque a darle la libertà che aveva desiderato. Trasferitasi in Italia, la sua innocenza viene manipolata dagli artifici di Madame Merle (Barbara Hershey) che si industria per farle sposare il suo amico, ed un tempo amante, Gilbert Osmond (John Malkovich). Il matrimonio si rivela ben presto un fallimento e la vita di Isabel un insieme di sofferenze fino al momento in cui, scoperta la verità ed aperti finalmente gli occhi, torna in Inghilterra, chiamata da Ralph ormai morente, e riscopre quello che era il suo vero amore.

Presentato fuori concorso a Venezia alla 53° Mostra internazionale d'arte cinematografica Ritratto di Signora è l'adattamento cinematografico di Laura Jones dal romanzo di Henry James, per la regia di Jane Campion. Abbastanza fedele all'originale, la differenza più rilevante è nel finale: se in Henry James Isabel non se la sente di venir meno a quello che considera il suo dovere di moglie e torna da Osmond, la Campion lascia un finale aperto a qualsiasi possibilità. Ma del fascino del libro rimane in ogni caso ben poco.

Jane Campion già con i suoi film precedenti - Sweetie, Un Angelo Alla Mia Tavola, Lezioni di Piano - aveva esplorato il mondo femminile, peraltro scegliendo sempre delle donne con tare fisiche o mentali, e qui affronta il personaggio di Isabel Archer, certamente anomalo, con la sua ricerca di libertà, nell'Europa del XIX secolo. Ma se Sweetie aveva stupito, Un Angelo Alla Mia Tavola rivelato una grande regista, e Lezioni di Piano affascinato, Ritratto di Signora non può che deludere, anche perchè lo stile poetico della Campion ben si sarebbe potuto adattare a tradurre in immagini Henry James. La regia è invece piuttosto convenzionale e certi effetti speciali e le ormai sembra inevitabili immagini rallentate non aiutano di certo il film. La scena in cui Isabel, in preda ad una sorta di frenesia erotica, sogna un rapporto con tre uomini e questi svaniscono ad uno ad uno quasi smaterializzandosi rasenta il ridicolo.

Molto bravi, però, tutti gli attori. Nicole Kidman, che aveva già piacevolmente impressionato in Da Morire di Gus Van Sant, è finalmente più brava che bella. Barbara Hershey e John Malkovich, ormai sempre più a suo agio in ruoli ambigui e quasi demoniaci, sono perfetti. Da ricordare anche Martin Donovan, già visto in Amateur e Trust, nella parte del cugino Ralph.

© 1996 reVision, Carlo Cimmino



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