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Ricomincia Da Oggi

Ça Commence Aujourd'hui - 1h 57'

Regia: Bertrand Tavernier



La storia ci insegna che ci sono parecchi Tavernier, allegramente conviventi nella stessa persona. C'è il Tavernier cinefilo e critico degli inizi della carriera. Il Tavernier "noir" e letterario de L'Orologiaio Di S.Paul e Colpo Di Frusta. Il Tavernier dicitore bucolicamente fine di Una Domenica In Campagna. Quello anti-belligerante di La Vita E Nient'Altro e Capitan Conan. Il Tavernier de papà (La Figlia Di D'Artagnan), piacevolmente retrò. Il Tavernier sociale lo scopriamo adesso. Per lui, forse, si ricomincia da oggi, da questa storia più da cinema inglese, ambientata in una depressa cittadina mineraria nei dintorni di Valenciennes. Nella quale scoppia improvviso il problema della disoccupazione e della povertà, che riduce a mal partito i bambini della scuola materna dove l'istitutore Daniel esercita la propria professione. Naturalmente testardo, e figlio di minatori a sua volta, Daniel eserciterà la propria civile protesta contro il sistema.

Mai visto, questo Tavernier che gira a soggetto una storia strappata dai fogli di diario, dove tutto avviene proprio come nella vita, senza pause, a testa bassa, un dramma dopo l'altro. Con le premesse, ed alcune modalità di rappresentazione, del documentario, Ricomincia Da Oggi mette in scena, rendendoli oggetto di finzione, problemi del tutto reali, senza privarli della loro cifra di evidenza, della quintessenza che li rende urgentissimi. Davanti agli occhi dello spettatore c'è proprio tutto quel accade, reso più intenso, più veloce, più visibile.

Tavernier smussa quella protervia da orchestratore supremo che a volte ha punteggiato anche in negativo i suoi film per catturare l'anima dei fatti. Si getta con il consueto spirito garibaldino, con l'ansia di uno scienziato positivista in questo insospettabile demi-monde, regalando al suo protagonista, Daniel, il civile furore di un Don Milani. Dire il nome di Loach, per tracciare un paragone, è come colpire una traversa a porta vuota, imperdonabile e spettacolare allo stesso tempo. Pure questa rimembranza del cineasta inglese conta qualcosa, nel computo generale. Nell'impeto, nell'accuratezza. L'effetto pirotecnico, quello, è tutto di Tavernier, che non sa rinunciare ad un quid di teatralità. Ma è il senso dello spettacolo che emerge da una vita che è vita, e nient'altro.
Philippe Torreton, attore che Tavenier ha prediletto nell'ultimo periodo, si muove con enfasi calibrata, e grande senso dell' impegno, nei panni del maestro Daniel, aggiungendo un altro ritratto ai tanti educatori, virtuosi ed infuriati che hanno popolato la storia del cinema.

© 1999 reVision, Riccardo Ventrella



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