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The Peacemaker

2h 03'



Contrabbando di armi nucleari, ufficiali dell'esercito sovietico pronti a vendersi al miglior offerente, terroristi serbi alla ricerca di una propria "giustizia", una regista televisiva di successo più volte vincitrice dell'Emmy Award e due stelle di prima grandezza per protagonisti. Gli ingredienti del perfetto film d'azione ci sono tutti, e la regista Mimi Leder, affermatasi con ER - Medici In Prima Linea, non potrà di certo deludere gli appassionati del genere con il suo lungometraggio d'esordio. The Peacemaker, infatti, per quanto colmo di incongruenze e luoghi comuni che faranno inevitabilmente storcere il naso allo spettatore più attento, funziona alla perfezione e, senza mai allentare ritmo e tensione, reca in sè due vicende che procedono parallele, la seconda delle quali, tenuta nascosta per quasi tutto il film, si rivela apertamente come la principale solo quando mancano poco più di trenta minuti al termine ed un sospiro liberatorio già comincia a riempire la sala.

Tutto ha inizio quando un treno russo che trasporta armi nucleari, destinate ad essere disattivate in base agli accordi del trattato "Start" sul disarmo nucleare, viene preso d'assalto da un commando che, eliminato ogni possibile testimone, si impadronisce del prezioso carico ed inscena una collisione con un treno passeggeri con tanto di esplosione atomica. Sembrerebbe un incidente, ma la dottoressa Julia Kelly (Nicole Kidman, in una parte a lei poco congeniale), fisico nucleare a capo del Gruppo per la lotta al contrabbando nucleare della Casa Bianca, si rende ben presto conto, esaminate le foto satellitari della catastrofe, che deve essersi trattato di un'azione terroristica. Quando anche il colonnello Thomas Devoe (George Clooney) espone la propria teoria non ci sono più dubbi: qualcuno a rubato quei missili, pericolosissimi, certo, ma non meno preziosi se rivenduti sul mercato nero.
Comincia così una caccia frenetica attraverso l'Europa dell'Est, all'inseguimento di un camion che, colmo di ordigni, si dirige verso l'Iran: posti di blocco, puntamenti satellitari e, per finire, una missione che porterà tre elicotteri americani ad infrangere lo spazio aereo sovietico. Ma quando ogni pericolo sembra ormai scongiurato, ecco mancare all'appello uno dei missili sottratti e presentarsi un nuovo pericolo, ancora più incontrollabile. Un solo uomo, annientato dalle sofferenze del suo popolo, e nelle sue mani una testata nucleare con il timer già innescato: obiettivo il Palazzo delle Nazioni Unite a New York.

Cosa abbiamo quindi? La solita lotta contro il tempo, con i nostri eroi che, senza nemmeno un graffio, si incamminano verso il lieto fine finale, e, in fondo, gli stessi nemici di sempre. Certo, la guerra fredda non è più sfruttabile, nè lo è il tanto gettonato pericolo rosso, ed allora perchè non attingere a piene mani a quel poco che resta, in termini di insoddisfazioni e crolli di ideali, dell'antica potenza sovietica ed agli odii di un paese funestato da una guerra civile che, fra il disinteresse del resto del mondo, ha distrutto stati, città, famiglie, fino alle più intime certezze individuali? Con l'indomita aquila statunitense a vigilare sul resto del mondo, sempre pronta ad intervenire non appena se ne presenti la necessità.
Sono la regia decisa e muscolare di Mimi Leder e l'innegabile carisma di George Clooney, perfetto in un ruolo che tende ad enfatizzare la sua già naturale "piacioneria", - ma bisogna anche ricordare, in una piccola parte, il sempre bravo Armin Mueller Stahl - a sorreggere un film tutto sommato gradevole ma estremamente esile nella struttura. E' forse plausibile che un fisico nucleare possa gestire autonomamente una crisi di simili proporzioni? E' possibile che un conto alla rovescia di dieci minuti si protragga per quasi mezzora, conducendoci in giro per tutta Manhattan ed arrivando a sfiorare il ridicolo quando scopriamo un timer ancora fermo a tre minuti? La soluzione è una sola: non porsi nessuna domanda e cercare di godersi lo spettacolo.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino