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Pirati dei Caraibi: la Maledizione del Forziere Fantasma

Pirates of the Carribean: Dead Man’s Chest - 2h 30'

Regia: Gore Verbinski



Con carisma istrionico e indiscutibile appeal, Johnny Depp, nei panni di Capitan Jack Sparrow, il bucaniere sexy, ambiguo e irresistibilmente cialtrone de La Maledizione della Prima Luna, era già riuscito a regalare, al film che lo vedeva protagonista nel 2003, un inatteso successo planetario, contribuendo a risuscitare un genere che sembrava aver perso il favore del pubblico.
In questa nuova avventura, la simpatica canaglia dall’inconfondibile look zingaresco, divenuto ormai "maschera" per il grande impatto suscitato sull’immaginario degli spettatori, torna più scalmanato e smargiasso che mai, con un’avventura che fa del genere "cappa e spada" la mera base di partenza per la confezione di un pastiche in cui elementi dei cartoon e della commedia si fondono a spunti mutuati all’horror e al fumetto.
Al fianco di Johnny Depp, un team rimasto immutato a partire dai coprotagonisti, ancora interpretati da Orlando Bloom e Keira Knightley, gli sceneggiatori Ted Elliott e Terry Rossio e il regista Gore Verbinsky, fino al produttore, quel Jerry Bruckheimer che, solo, aveva avuto il coraggio di scommettere sul filone piratesco.

Il primo capitolo della saga si era chiuso con la giovane aristocratica Elizabeth Swann e il suo compagno Will Turner a un passo dalle nozze e il pirata Jack Sparrow in rocambolesca fuga verso la libertà. E proprio da questo punto riprende Pirati dei Caraibi: la Maledizione del Forziere Fantasma, che vira immediatamente verso l’azione più serrata, rivoluzionando il plot e scombinando tutte le carte in tavola: i due innamorati vengono arrestati, durante la cerimonia, dal corrotto Lord Beckett (Tom Hollander) con l’accusa di complicità col losco ricercato Capitan Sparrow e la loro libertà diventa una merce da barattare con la bussola di Jack, un congegno magico capace di indicare la rotta solo a chi ha una "vera meta".
Così Will si lancia alla ricerca dell'amico che, nel frattempo, si è cacciato in guai seri: un patto faustiano lo lega al mitico Davy Jones (Bill Nighy), signore dei sette mari, comandante del vascello fantasma "L’Olandese Volante", e padrone del Kraken, orribile creatura degli abissi che trascina nei gorghi oceanici le anime perdute dei marinai. Solo se ritroverà il cuore trafitto del suo antagonista, custodito in uno scrigno irraggiungibile, salverà la sua anima, venduta per riscattare la Perla Nera, la nave di cui Sparrow è l’orgoglioso capitano.

Il film è tutto azione ed effetti visivi e sopperisce a certe manchevolezze nella trama contando sulla simpatia del pubblico, che accetta di farsi trasportare, senza preconcetti, nel magico mondo dei pirati, lasciandosi incantare da due ore e mezza di arrembaggi, tempeste, approdi fortunosi su spiagge abitate da cannibali, inseguimenti, passioni e intrighi. E finalmente, una volta rinvenuto il forziere, azione e comicità accompagnano il crescendo di tensione e immedesimazione nelle vicende dei protagonisti, fino al momento culminante in cui anche l'inaffondabile Sparrow, tratteggiato da Depp con grande autoironia, come il più sbruffone degli antieroi, ispirandosi al rocker Keith Richards degli Stones, scompare fra le fauci della piovra gigante. Qui la pellicola si interrompe rimandando al terzo episodio, Pirates of the Caribbean III: World’s End, quello in cui vedremo Capitan Sparrow governare la sua Perla Nera, riconquistata a colpi di spada e furberie, fino alla fine del mondo.
La pellicola si serve impeccabilmente della fusione tra recitazione, computer grafica e animatronics, mettendo il risultato al servizio dei personaggi che sono la vera forza del film, caratterizzati, con grande cura, nelle minime pieghe della personalità: basti pensare a Bill Nighy nei panni di Davy Jones che, sotto il pesante trucco e i tentacoli posticci, riesce a mostrare le tante sfaccettature di un cattivo dal cuore ferito.
Il box office, da una parte e dall'altra dell'oceano, ha risposto con incassi da capogiro che hanno superato il miliardo di dollari e il risultato strepitoso sembra fare da preludio all’accoglienza che sarà riservata all’ultimo episodio, girato contemporaneamente al secondo, in linea con la nuova tendenza di Hollywood mirata ad abbattere i costi e assicurare il successo dell'intera serie.

© 2006 reVision, Elisa Schianchi