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L'Uomo Della PioggiaThe Rainmaker - 2h 15' Montato a storie parallele, di cui piano piano si delineano le trame, mentre prende corpo la storia portante del film, commentato
dalla voce del protagonista (l'elemento più "intimista" del film), che esprime la propria coscienza messa sempre più in crisi
dagli eventi che si svolgono sotto i nostri occhi, molto curato nella connotazione dei personaggi, interpretati da bravi attori,
alcuni abilitati a bei ruoli dopo tanto tempo (come Jon Voight e Mary Kay Place), il film è di gran lunga il più riuscito tra
i film tratti dai best-sellers di John Grisham. Come negli altri romanzi di Grisham anche qui il protagonista è un "buono" alle
prese con le trappole e i giochi di potere del sistema giudiziario, e la storia viene raccontata da Coppola con una caratterizzazione
perfetta dei personaggi ed un ottimo incastro delle tre storie giudiziarie di cui due sono un pretesto per raccontare anche
la vita privata del protagonista, del resto sempre legata in qualche modo alla sua professione, e una è quella centrale: un
ragazzo sta morendo di leucemia perchè la sua compagnia medica di assicurazione non vuole concedergli la somma necessaria ad
un trapianto di midollo osseo, grazie al quale con molta probabilità potrebbe salvarsi. La famiglia fa causa alla compagnia,
sorretta da fior fiore di avvocati, scaltri e senza scrupoli, affidandosi ad un giovane avvocato, Rudy Baylor (Matt Dammon),
alla sua prima esperienza processuale. Malgrado la causa sembri evidentemente a favore del malato, bisogna fare i conti con i
grandi interessi del capitale, di gran lunga più importanti della moralità degli individui. Ma attraverso una serie di avvenimenti
più o meno casuali, ma soprattutto grazie alla sua forte spinta etica e umana, il giovane avvocato riuscirà a spuntarla. Così
il film ci coinvolge gradualmente, indignandoci e appassionandoci alla buona causa, fino al riscatto finale del bene sul male.
Una storia con una happy end, che però non appare troppo scontata, nè così manicheistica, grazie allo spessore psicologico che
viene dato ai personaggi. Molti sono inoltre i registri su cui il film si regge, e ciò arricchisce la sua comunicabilità:
quello processuale, naturalmente, che si dipana per tutto il film fino al classico colpo di scena, quello drammatico-commovente,
quello sentimentale, quello comico, affidato soprattutto al personaggio di Danny De Vito, attore comico per eccellenza, nella
parte del socio di Rudy, bocciato sei volte all'esame di ammissione alla professione. C'è anche un tocco di noir nel personaggio
stravagante e inquietante interpretato da Micky Rourke, avvocato molto potente, immischiato in traffici poco puliti, ma affascinate
conoscitore di alcuni specifici episodi processuali. Il ruolo del grande amore di Rudy è affidato alla Giulietta della recente
versione shakespeariana diretta da Baz Luhrmann. Lontano dai fragori dei suoi capolavori colossali Coppola si dà ad un film più discreto,
di cui già ci aveva dato altri esempi, come in Peggy Sue Si E' Sposata, un film che si può definire intimista, anche
se non nel senso stretto del termine, perchè il registro narrativo è comunque quello che predomina, con una storia interessante
e intrecciata. Ma soprattutto quello che risalta è il grande amore del regista per i casi umani, per il comportamento umano,
e di conseguenza la creazione dei personaggi e la direzione degli attori sono le cose migliori del film.
© 1998 reVision, Raffaella Mastroiacovo |
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