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C'è Posta Per TeYou've Got Mail - 1h 59' La tendenza attuale del cinema hollywoodiano è quella di ottenere il massimo risultato con il
minimo sforzo. Il soggetto ancora una volta non è originale, poiché è il remake di The Shop Around The Corner - Scrivimi
Fermo Posta del 1940 di Ernst Lubitsch con James Stewart e Margaret Sullavan. E il regista tedesco si era già ispirato
alla commedia Parfumerie di Miklos Laszlo.Scritto dalla stessa regista Nora Ephron (Insonnia d’Amore, Michael) insieme alla sorella Delia, C’è Posta Per Te dà al vecchio soggetto una mano di vernice fresca: la corrispondenza tra i protagonisti non avviene più attraverso buste e francobolli, ma su internet, con potenti e comodissimi computer portatili. I messaggi e-mail non cambiano di molto la situazione poiché, pur non conoscendosi in carne ed ossa, i due s'innamorano. Kathleen Kelly (Meg Ryan) gestisce il negozio di libri per bambini in un angolo di strada dell’Upper West Side di New York. Ha una relazione superficiale con il giornalista dell’Observer Frank Navasky (Greg Kinnear), e la sua famiglia è costituita dagli impiegati del negozio, Birdie (Jean Stapleton) e George (Steve Zahn). Dall’altra parte Joe Fox (Tom Hanks) è l’erede di un potente impero editoriale e anche lui ha una fidanzata sui generis, l’arrogante editor Patricia Eden (Parker Posey, reginetta delle produzioni indipendenti). In rete Joe e Kathleen sono rispettivamente NY152 e Shopgirl, cioè commessa. Si conoscono grazie alla posta elettronica, ma non immaginano di conoscersi anche nella realtà, poiché Joe ha deciso di costruire un gigantesco megastore di libri proprio davanti il piccolo negozio di Kathleen. I due entrano in rivalità, si odiano, si scontrano accanitamente, ma alla fine, come in ogni commedia sentimentale che si rispetti, si innamorano perdutamente l’uno dell’altra. Tutto secondo copione dunque, e certo le note di aggiornamento non aggiungono nulla ad una storia prevedibile. La Ephron, che ha rimesso insieme Tom Hanks e Meg Ryan per la terza volta dopo Joe Contro Il Vulcano ed Insonnia d’Amore, dimostra di saper calibrare al meglio i suoi interpreti, di curare i dialoghi in ogni dettaglio. Cosicché, nonostante la prevedibilità di cui si diceva, il film è godibile. Due piccole note a margine. La guerriglia editoriale palesa un’etica non proprio edificante per assolvere quasi completamente le ragioni di mercato del più forte che mangia il più debole; l’insistente product placing, con l’onnipresente icona di America On Line sullo schermo dei computer, può risultare irritante. © 1998 reVision, Andrea Caramanna |
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