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La Tempesta PerfettaThe Perfect Storm - 2h 09'
Regia: Wolfgang Petersen L'uomo e la natura. L'uomo e il mare. Uno scontro archetipo nella società americana, basti pensare ad opere letterarie come "Moby Dick" di Melville e "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway. Il capitano Achab e la balena bianca, il vecchio e l'indomito merlin e, ne La Tempesta Perfetta, la piccola imbarcazione di pescatori e la terrificante tempesta. Coppie di antagonisti che si temono e rispettano.Gloucester è un villaggio di pescatori sulla costa del Massachussets. Come da tradizione tutta l'economia del luogo è legata alla cattura dei pesci. L'Andrea Gail è uno dei tanti piccoli natanti che compongono la flotta dei pescherecci locali. Il suo capitano Billy Tyne (George Clooney) è un vecchio lupo di mare, reduce da una serie di infruttuose battute di pesca. La fortuna sembra avergli voltato le spalle proprio mentre la barca dell'amica/rivale Linda Greenlaw (Mary Elisabeth Mastrantonio) è al massimo della sua efficienza produttiva in fatto di pesce catturato. Una vita difficile quella del pescatore d'altura, quasi una vocazione. Per alcuni mesi lontano da casa, dalla famiglia e dagli affetti, la pesca diviene l'unica ed irrinunciabile ragione di vita. Una vera ossessione. Il mare l'unica casa, i compagni di viaggio gli unici amici. In mezzo al mare le famiglie si sfasciano, i legami sentimentali si leniscono, le fidanzate si stancano di aspettare. Unico vantaggio il denaro. Molto pesce significa molti soldi per tutti, dal capitano al mozzo. Poco pesce significa al contrario pochi spiccioli da dividere tra l'equipaggio. E' sotto la spinta di una impellente necessità economica, della voglia di dimostrare agli altri e a se stesso di non aver perso il feeling con l'oceano, che il capitano Tyne decide di riprendere il mare solo dopo pochi giorni dall'ultimo approdo a terra. Nessuno è in grado di prevedere che di lì a pochi giorni l'Andrea Gail e il suo equipaggio si ritroveranno nel bel mezzo della "Tempesta Perfetta". Questa "Tempesta Perfetta", così chiamata perché fatta di tre tempeste unite in una sola, crea una situazione quasi apocalittica nell'Oceano Atlantico, dove le barche si trovano in mezzo a onde alte 30 metri. Un avvenimento naturale di enorme potenza. Il destino dell'Andrea Gail è così segnato da un evento naturale tanto imprevedibile quanto devastante. La Tempesta Perfetta, seconda opera marina del regista Wolfgang Petersen, è tratta dall'omonimo best seller americano scritto da Sebastian Junger. Giornalista del New York Times, Junger scrive un non fiction bestseller raccontando, attraverso testimonianze oculari, fonti giornalistiche, documenti storici e persino psicologici, la vera storia della Tempesta del Secolo. Grazie a questo pasticcio letterario lo scrittore riesce anche a raccontare per analogia la vicenda "realmente accaduta" della scomparsa dell'Andrea Gail e del suo equipaggio. Un accadimento che non lascia alcun supersite e di conseguenza alcun testimone. L'abilità dell'autore è proprio quella di riuscire a colmare il buco letterario lasciato dalla mancanza di testimonianze dirette. Per fare ciò lo scrittore/giornalista utilizza tutta una serie di asserzioni e di documenti dedotti da avvenimenti analoghi e situazioni simili a quella in cui si è trovata nelle ultime ore l'Andrea Gail. Il libro suggerisce al lettore un possibile scenario verosimile della scomparsa della barca e della morte del suo equipaggio. Tutto il resto è lasciato all'immaginazione del singolo lettore. Il film di Petersen è l'esatto opposto del libro. L'avvenimento unico e principale, la vera protagonista della vicenda raccontata è la tempesta. Al suo interno l'affondamento dell'Andrea Gail ne è l'apice emotivo, il punto di climax al quale tende, sin dall'inizio, tutto il film. Sin dal movimento iniziale della macchina da presa, che scorre lenta sulla lapide che riporta i nomi di tutte le persone morte in mare, si avverte nel film un senso di morte incombente. L'inizio lascia dedurre la banale fine depredando il film del più piccolo elemento di suspance. Una struttura narrativa classica quella de La Tempesta Perfetta priva di qualsiasi deviazione. Un piccolo/grande inganno giocato nei confronti dello spettatore. Perché, se il film si presenta come resoconto di una vicenda "realmente accaduta", stabilendo così un preciso patto con lo spettatore, è nel momento centrale che questo accordo viene infranto. Tutto ciò che riguarda le ultime ore di vita dell'Andrea Gail, e che lo spettatore vede direttamente sullo schermo, è pura finzione. Il buco narrativo viene colmato dalla sarabanda di effetti speciali. La Tempesta Perfetta è finzione all'ennesima potenza. Non solo ciò che si racconta, e che lo spettatore crede essere "realmente accaduto", è frutto dell'immaginazione del regista, ma anche ciò che si vede è completamente fasullo. La maggioranza delle inquadrature durante lo svolgersi della tempesta consiste di un primo piano ad azione reale (cioè gli attori su una barca) con uno sfondo "oceanico" generato dal computer. Ad un falso ideologico, tradendo le premesse di verisimilitudine su cui si basa il libro, si aggiunge un falso tecnologico. La tempesta perfetta esiste e non esiste allo stesso tempo persa in una serie di pixel creati al computer.Il pathos del libro si perde nel luna park del film. Anche le scene più drammatiche, e teoricamente più emozionanti, creano una certa distanza con lo spettatore. L'occhio è ormai abituato fin dai tempi del Titanic a distinguere il vero dal falso. Quando il falso vuole assumere a tutti i costi la parvenza del vero ecco scattare l'indifferenza, il distacco. Quando l'effetto speciale, pur nella sua continua ricerca di perfezione tecnologica, risulta essere l'unico elemento di interesse in un film ecco scattare la noia. La lotta tra l'uomo e la tempesta perde così di colpo quel valore di scontro metafisico così ben rappresentato dalla lotta titanica tra Achab e la balena bianca, tra il vecchio pescatore e l'instancabile merlin. Nella comparazione sommaria tra opera letteraria e opera cinematografica, ben si evidenzia la distanza che divide un ottimo non fiction best seller come "La Tempesta Perfetta" di Sebastian Junger da un pachidermico e tedioso blockbuster movie come La Tempesta Perfetta di Wolfang Petersen. © 2000 reVision, Fabrizio Pirovano |
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