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Pene D'Amor Perdute1h 35'
Regia: Kenneth Branagh Shakespeare più, Shakespeare meno. Esisterà prima o poi una casta di critici
specializzati, gli Esegeti del Bardo, che daranno conto con dovizia di
particolari di ogni metro di pellicola che si impressionerà traendo
ispirazione dalle famose pagine del Poeta di Stratford. Non resta per il
momento che affidarsi a una specie meno evoluta, spesso costretta a seguire
evoluzioni improbabili, come il recentissimo Titus. Dei manipolatori del
Bardo, Kenneth Branagh è sicuramente il più assiduo, e il più imprevedibile.
Lesto a passare dal solco di Laurence Olivier alle messinscene più
singolari, galoppando coraggiosamente su un Amleto di quattro ore con Jack
Lemmon e Robin Williams. Non stupisce più di tanto la trasformazione in
musical di Pene D'Amor Perdute. Le simpatiche avventure dei gentiluomini di
Navarra, stregati nel loro voto di castità dalle gentildonne di Francia, si
presta ad ogni rivolgimento. Quindi, anche ad essere accompagnata da George
Gershwin, Irving Berlin e Cole Porter.
Branagh allestisce infatti un omaggio
al genere classico, alle pellicole con Fred Astaire piuttosto che a quelle
con Gene Kelly. Pieno di numeri, balli in maschera, canzoni e invenzioni
visive. Desta simpatia il groviglio di intrighi amorosi che il film pone al
centro della sua narrazione; e avrà forse una certa presa nell'Italia
affamata di teatro musicale, che affolla le repliche di Grease e Un
Americano a Parigi. L'appunto che si può fare a questa rievocazione è un
certo cullarsi in bilico tra la riesumazione e l'invenzione, tra la fantasia
e il peso di due modelli così ingombranti, come Shakespeare e il musical
classico, appunto. Quella di attore leggero è poi forse la meno convincente
tra le sfaccettature del politropo Branagh, come già emergeva da Molto
Rumore Per Nulla e Gli Amici Di Peter. Il suo incedere legnoso inficia
l'effetto generale. Ciò non elimina un qualche piacere destato dalla visione,
il buon livello di tensione narrativa e la discreta prestazione della
starlette Alicia Silverstone. C'è anche Stefania Rocca, qui catapultata dal
set di Minghella. Ma questa è solo cronaca.
© 2000 reVision, Riccardo Ventrella |
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