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Cielo D'OttobreOctober Sky - 1h 47'
Regia: Joe Johnston Presentato all’ultimo festival di Venezia nella sezione "Sogni e visioni", Cielo D’Ottobre è l’esempio più eclatante di cinema conformista e politicamente corretto. Le visioni, suggerite dal titolo della sezione, sono quelle dello statunitense medio, che si commuove di fronte a storie come questa all’ombra del sogno americano, dove il protagonista è un cocciuto ragazzino, col pallino dei razzi, dei missili che sfidano la gravità, e la metafora dell’ascesa, contrapposta alla discesa nelle profondità della terra, è davvero puerile.
Ai tempi del lancio in orbita terrestre del sovietico Sputnik (siamo nel lontano 1957) quell’oggetto, un puntino che brillava come una stella nel cielo notturno, aveva colpito l’immaginario popolare. Normale che la fantasia dei giovani si nutrisse di quell’evento e fosse spinta ad emulare i lanci nello spazio con la costruzione di modellini altrettanto perfetti. La vicenda di Homer Hickam, realmente accaduta, come le didascalie iniziali del film si preoccupano d’informarci, desta all’inizio qualche curiosità. Purtroppo il tema è trattato attraversando i soliti luoghi comuni: l’opposizione del padre, minatore stakanovista, il sostegno affettuoso di una dolce insegnante progressista, i dubbi di un preside opportunista, l’allievo secchione emarginato dai compagni e reintegrato dall’eroe protagonista, l’amicizia tra adolescenti e la solidarietà di gruppo nel realizzare il sogno, la genuina goffaggine dei primi amori giovanili. Infine, naturalmente, il lieto epilogo, ricompensa per tutti, pubblico in primo luogo, rassicurato dal fatto che credere nel self made man è ancora possibile, anche quando si nasce in un piccolo paese come Coalwood della provincia americana, in Virginia, dove trent’anni fa le miniere erano l’unica opportunità di sopravvivenza.
Questa storia edificante lascia invece delusi i "veri cercatori" di visioni, che debbono sopportare la regia inerte di Joe Johnston e le luci uniformi, omologanti dell’edulcorata fotografia. Cielo D’Ottobre si sarebbe definito, in altri tempi di impegno politico, un film fortemente ideologico, forse di propaganda, nascosta dal paravento di un racconto cinematografico tratto dalla realtà. Oggi resta soltanto la curiosità di conoscere i veri artefici di questo film (produzione e non regia?), e di capire anche le sorprendenti reazioni entusiaste di pubblico e critica nei confronti di un’opera tanto mediocre. © 1999 reVision, Andrea Caramanna |
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