![]() |
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
||
![]() |
Il Bacio Dell'OrsoBear's Kiss - 1h 32'
Regia: Sergej Bodrov L’ultimo film di Sergej Bodrov, regista nato in Siberia ma formato alle atmosfere felliniane di
giocosità, poesia e disperazione, delude chi credeva di assistere alla fioritura dell’ispirazione alla base de Il
Prigioniero Del Caucaso, opera di successo apprezzata a livello internazionale, partendo in tono malinconico e sognante per spegnersi,
dopo appena venti minuti di proiezione, in uno stillicidio sconfortante delle energie degli spettatori.La storia dolente di un gruppo di artisti da circo in lotta con i colpi del destino per la mera sopravvivenza, strizzando l’occhio a La Strada, infatti, viene tratteggiata con pennello leggero dalla mano di un regista sensibile che usa, quali materiali della sua composizione, colori trasparenti, filtri benevoli come unguenti e musiche che evocano lo stato di torpore dopo lo strazio del quotidiano. La poesia che pervade il racconto nelle prime sequenze, il rispetto nella descrizione di un'umanità di frontiera divisa tra fenomeni da baraccone e campioni di fallimento, la profondità dell'indagine dei rapporti di odio e dipendenza quasi tribali che si creano all'interno di un gruppo avulso da un normale contesto sociale sono i pregi notevoli da riconoscere a Bear's Kiss ma non può sfuggire come le medesime tessere che sembrano, inizialmente, predisporsi per dare un quadro d'insieme di grande emozione siano, poi, irrimediabilmente compromesse dalla notevole confusione del soggetto. Lola, l’altrove bravissima Rebecka Liljeberg (Fucking Amal), fa la trapezista in un circo insieme alla madre Carmen. Uno ad uno tutti i punti di riferimento della sua fragile realtà cadranno sulla terra secca del tendone e la ragazza rimarrà completamente sola in un mondo duro come uno schiaffo. La storia della bambina tanto disperata da trovare unico conforto nell'amicizia dell’orso Misha, si trasforma ben presto in quella della donna tanto disperatamente affamata d'amore da materializzare un sogno ai limiti della perversione sessuale. L'orso, infatti, agli occhi di Lola, diventa ogni notte un uomo bellissimo (Sergej Bodrov jr.), il compagno perfetto, l'altra
metà di un mondo allucinato. Il carrozzone si trascina stancamente dalla Russia alla Spagna, vagando per i Paesi di un’Europa narrata
come realtà da terzo mondo, anonima ed agonizzante, povera ed inospitale. Il microcosmo del circo si sfalda poco a poco... Chi fugge,
chi muore inseguendo la gloria di un passato che non torna, chi si arrende... Lola rimane fedele a se stessa, vicino all’amico clown,
Groppo, ed a Lou, un alcolista senza sogni che ha preso il posto del vecchio direttore, un Silvio Orlando quantomeno inquietante, arrestato
in Germania. Quando Lou tenta di violentarla l’orso, per difenderla, lo ucciderà, perdendo per sempre la possibilità di diventare definitivamente un uomo.
Un finale forzosamente favolistico inquina anche il giudizio di chi aveva tentato di leggere, tra le righe di una storia piccola e minimale, una metafora sulla civiltà della solitudine e sui mostri dell’alienazione. L’opera, pertanto, appare priva di personalità e, forse, proprio il progetto collettivo di una coproduzione europea fra più Paesi ha contribuito a ridurre in ceppi le ambizioni di un autore che si dichiara da anni innamorato di questo soggetto, sedotto dal fascino del circo, della mutazione, di sciamani e zingare andaluse. Non è mai chiaro quanto l'illusione sia simulacro di un desiderio tanto forte da meritare la fisicità e quanto sia frutto di una mente provata sino alla patologia ma, al di là delle sensazioni più o meno spiacevoli o destabilizzanti che il regista mira a suscitare, ciò che rimane è un senso di disagio dinanzi all'ambiguità di un crittogramma non sciolto. © 2002 reVision, Elisa Schianchi |
|
|
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
|||