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Omicidio In ParadisoUn Crime Au Paradis - 1h 30'
Regia: Jean Becker Remake di Le Poison (Ho Ucciso Mia Moglie, 1951), scritto e diretto da Sacha Guitry,
Omicidio In Paradiso è stato realizzato, secondo quanto afferma Becker - figlio di Jacques, fra l'altro regista di Casco
D'Oro -, per dare la possibilità a Jacques Villeret di dare una bella prova d'attore e confermare il suo talento. E, in effetti,
Villeret, qualcuno lo ricorderà tra l'altro ne La Cena Dei Cretini di Francis Veber, interpreta Jojo Bracconier ottimamente.
Omicidio In Paradiso è soprattutto un film di attori e su grandi attori Becker ha sempre confidato (Belmondo e la Seberg, in
uno sbiadito tentativo di riproporre la coppia di Fino All'Ultimo Respiro; la Adjani, interprete del film scandalo L'Eté
Meurtrier).La storia è quindi nota. Jojo Bracconier è sposato con Lulu (grande Josiane Balasko in un ruolo decisamente sgradevole), alcolizzata, crudele e insopportabile persona, odiata da tutto il paese. Jojo subisce ogni sorta di angherie: secchi per la mungitura bucati, ruote del furgoncino tagliate, infine la sua adorata collezione di francobolli bruciata nella cucina economica (tipo stufa, per intenderci). Jojo si reca dall'avvocato Jacquard (André Dussolier), principe del foro risolutore di casi disperati, fingendo di aver ucciso Lulu e riuscendo a capire come ucciderla realmente senza suscitare sospetti di omicidio volontario. Tornato a casa, Jojo uccide la donna come da copione. Dopo un processo alquanto ridanciano, Jojo nel giro di diciotto mesi torna a casa. Dicevo della bella prova d'attore di Villeret. Il volto stralunato, il corpo dondolante, i modi sempre impacciati, ne fanno la vittima perfetta di una donna sgradevole, appunto, tutt'altro che attraente (certo che lui non è da meno!), ma in fondo con una sensibilità tenuta gelosamente nascosta, prova ne sia l'innamoramento per Jacky, bello e nero fisioterapista, insieme al quale la vediamo timida e felice. C'è da chiedersi se la crudeltà di Lulu nei confronti di Jojo sia motivata dal non essere stata mai amata dal marito. Così Jojo appare una vittima particolare, il cui difficile passato di orfano di guerra adottato dalla famiglia della moglie, sembra giustificare la totale ingenuità che l'ha condotto a sposare giovanissimo Lulu, a quanto pare scaltra sin da bambina. Si direbbe che l'uomo si sia volontariamente lasciato coinvolgere, suscitando il dubbio che abbia fatto i suoi conti lucidamente, scegliendo di sopportare l'insopportabile per interesse - la fattoria Paradiso è proprietà della moglie. Esiste, quindi, un piano di lettura di segno opposto, offerto dagli spazi che Becker lascia tra una maglia e l'altra della trama di un film
dallo sviluppo che apparentemente non lascia dubbi.
Jojo potrebbe essere furbo e tutt'altro che vittima, Lulu potrebbe apparire troppo negativa per esserlo sul serio, l'anziana maestra, sorta
di mamma per Jojo, potrebbe aver capito tutto questo senza dichiararlo a nessuno, tanto meno al giudice - lo sguardo di lei alla lettura
della sentenza in tribunale e il suo allontanamento dall'uomo fino al suo ritorno a casa, spingerebbero a sostenere questa tesi.
Il Paradiso è in realtà un Inferno popolato da esseri dal doppio volto. E la maestra, alfine persona inquietante, entra in questo luogo
indefinibile all'improvviso, come un fantasma, prendendo con la sua consueta discrezione la gestione della casa, inaugurando la presa del
potere cucinando una zuppa di zucca, la stessa zuppa, odiata da Jojo, che Lulu gli cucinava per dispetto.
Da notare che la notte in cui Lulu riduce in cenere la collezione di francobolli, Jojo accorre sconvolto dal suo amico proprietario del bar del paese e la moglie di questo lo consola con una zuppa di zucca. Tre donne diverse - Lulu, la maestra e la bella moglie dell'amico - con un unico comun denominatore: la stessa minestra. C'è da rabbrividire per l'estrema sintesi con cui le donne di questo film sono ritratte, zuppa e zucca a parte. Concluderei segnalando quella che ritengo essere la scena più godibile e maggiormente complessa del film, a causa dell'impegno interpretativo che richiede. L'incontro tra Jojo e Jacquard. Una lunga e perfetta sequela di frasi mal comprese, di battute che si rincorrono senza lasciare il tempo a pause ingiustificate. Il tentativo di ricostruire un quadro esistenziale drammatico, per impietosire i giudici e per giustificare l'insano gesto, provocano una serie di spirali ascendenti che improvvisamente si sgonfiano per lasciare il passo ad altri nuovi elementi dalle possibilità teoricamente infinite. © 2001 reVision, Emanuela Liverani |
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