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La Nina Dei Tuoi Occhi

La Nina De Tus Ojos - 2h 01'

Regia: Fernando Trueba



1938, un gruppo di attori spagnoli viene invitato in Germania per realizzare, negli studi UFA di Berlino, una doppia versione, in tedesco e in spagnolo, di un dramma andaluso. La guerra e le sue brutalità sembrano non sfiorare gli attori, che, anzi, sono disposti a tutto pur di portare a termine il film. Ma quando l'atrocità della guerra entrerà fisicamente in "scena", non sarà più possibile far finta di niente e in ognuno di loro inizierà ad insinuarsi il dubbio, prima, e la certezza, dopo, che nella vita ci sono cose decisamente più importanti di un film.

Trueba torna in patria, dopo l'esperienza tutta hollywoodiana di Two Much e, prendendo spunto dall'episodio realmente accaduto a dei cineasti spagnoli della Compania del Film Espanol (CIFESA) invitati da Hitler, per girare la doppia versione di un dramma musicale ambientato in Andalusia, porta sullo schermo una storia dai non ben definiti contorni. Il ritmo è quello leggero e prevedibile della commedia ma il contenuto, almeno nelle intenzioni, dovrebbe risultare, se non drammatico, almeno impegnato.

La prima sensazione è, comunque, che Trueba sembra aver perso quella gradevole originalità che aveva contribuito in maniera forte al successo di Belle Époque. E così, se con Two Much il confronto con la commedia di Billy Wilder era pressoché inevitabile sia per gli elementi strutturali del gioco narrativo, sia per le gag non certo originali, con La Nina Dei Tuoi Sogni non si può fare a meno di ricordare (o rimpiangere) il Michael Curtiz di Casablanca. Dirò di più, sono personalmente convinta che l'aver girato la scena della fuga della protagonista (Penélope Cruz) utilizzando le medesime dinamiche utilizzate da Curtiz per le riprese del finale di Casablanca, sia da interpretare, semplicemente, come un omaggio che Trueba ha voluto offrire ad uno dei film più famosi della storia del cinema mondiale. Irritante potrebbe inoltre risultare la troppa leggerezza con cui l'autore affronta i temi delicati del nazismo e della crudeltà gratuita a cui un'intera generazione di uomini è stata sottoposta.
Ma queste sono solo considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Di fatto, il film in Spagna è stato accolto da un buon successo di pubblico e la critica lo ha definito "un cocktail muy interesante y entretenido". C'è da dire che gli spagnoli hanno avuto modo di apprezzare meglio la prestazione degli attori protagonisti in quanto si tratta di nomi molto conosciuti ed amati in patria. A noi non resta che auspicare una "involuzione" dell'autore che ci restituisca il Trueba di Belle Époque e la sua gradevole freschezza. Per chiudere, un consiglio: godetevi la bella canzone "Los Piconeros", cantata dalla Cruz. E' sicuramente una delle scene più riuscite del film.

© 1999 reVision, Anna Maria Ruggieri



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