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Ritorno A Cold MountainCold Mountain - 2h 25'
Regia: Anthony Minghella E’ da poco arrivata sugli schermi italiani l’ultima, colossale pellicola di Anthony Minghella
che già si è scatenata la corsa alla definizione più ardita ed efficace da attribuirle. Da "una moderna Odissea" fino a "il nuovo Via
Col Vento", molto è stato detto e scritto e tanti sono i motivi per cui questo film epico, grandioso e al tempo stesso introspettivo,
filato sulla trama di un passato universale e contemporaneo, è stato accostato ai due più grandi miti della letteratura antica e della
cinematografia del XX secolo.Inman - Jude Law è "nessuno", il protagonista di un viaggio metafisico, eroe comune di un’avventura fatta di coraggio e rifiuto della violenza, di sentimenti totalizzanti nati da piccoli, delicatissimi contatti, di crudezza ma anche di romanticismo. Ferito e in ospedale, conscio della sconfitta ormai prossima del Sud, il confederato decide di lasciare tutto e tornare a Cold Mountain percorrendo le centinaia di chilometri che lo separano da casa e dall’appello di Ada - Nicole Kidman che lo scongiura di tornare. Il suo sarà un viaggio di incontri, tentazioni e speranze, in una terra straziata, luogo di confine fra lontananza e memoria, natura incontaminata e orrori umani. Ad attenderlo non onori né regine ma una fattoria tra le montagne del North Carolina. Siamo, dunque, di nuovo di fronte alla guerra civile americana: Nord progressista e Sud reazionario si fronteggiano in uno scontro che non vede solo opposti sul campo ideali scolpiti con l’accetta come civiltà e schiavismo, modernità e passato, giustizia e sopruso ma anche e soprattutto interessi politici ed economici al di là di ogni morale, un quadro spoetizzante in cui i Sudisti non sono eroi romantici alla Clark Gable e i Nordisti non solo liberano schiavi, ma anche rubano e stuprano. Charles Frazier, nel 1997, ha vinto il prestigioso National Book Award raccontando questa storia nel suo romanzo d'esordio, e oggi, Anthony Minghella ne ha tratto il suo più ambizioso adattamento cinematografico mantenendo tocco composto ed elegante ma puntando, anche, su una nuova forza espressiva che, a tratti, si fa ardita. Emblematica la scena dell’esplosione durante l'assedio di Petersbourgh, la "Battaglia del Cratere", una carneficina che causò oltre 6.300 morti, che avvia un sorprendente corpo a corpo e fa scoprire l’esaltazione del Minghella d'azione: avvincente a partire dalla scelta del commento musicale, opera di Gabriel Yared. La narrazione asimmetrica punta in avanti con decisione sviluppando il piano narrativo del presente per poi scivolare nuovamente a ritroso, su se stessa, rivelando, a poco a poco, i dettagli della breve conoscenza di Inman e Ada fatta di lunghi sguardi, rade parole ed un unico bacio. E la forza di questo amore, nato da un solo emozionante incontro di labbra, è il vero mistero del racconto, un movente così forte da consentire ad Inman di fuggire dal fango e dal sangue, sfidando l'esecuzione come disertore e da rendere Ada tanto forte da rimanere ad aspettarlo da sola a Cold Mountain. Un amore fatto di nulla che si nutre di immaginazione e desiderio e che riesce a far sopravvivere i due protagonisti a tante avversità per il solo scopo di donarsi, alla fine, completamente l’uno all’altra. Nicole Kidman, novella Rossella, deve piegarsi, per volere della storia e del destino a recuperare le sorti di una fattoria sull’orlo del
fallimento, rimboccandosi le maniche ed abbandonando le pose da sofisticata ragazza di città per vestire i panni di contadina caparbia che
non abbia paura di sporcarsi le mani di terra né di fronteggiare un arrogante vessatore dopo l'improvvisa morte del padre. Ma, peccato
imperdonabile nella meravigliosa filmografia della Kidman, l’algida Ada viene completamente eclissata dall’entrata in scena della selvaggia
e scapigliata Ruby, una Renèe Zellweger eccellente, nei panni di una ragazza senzatetto che si offre di aiutare Ada a rimettere in sesto
la fattoria, che fa scempio della gelida grazia e della flemmatica consapevolezza della protagonista, misurandola con la sua inadeguatezza
ad incarnare i casti rossori di una fanciulla del Sud. E nemmeno belletto e acconciature della Kidman contribuiscono alla credibilità del
personaggio, visto che più la cittadina si immedesima nella parte della montanara, più il suo colorito si fa luminoso e i capelli curati e invitanti.
Inman è, invece, perfetto finchè può compiacersi del suo ruolo allucinato di viandante che compatisce, lasciandole indietro, le disgrazie
della guerra prendendo vieppiù coscienza di ogni insensatezza e brutalità, mentre si irrigidisce, inspiegabilmente, nelle scene in cui i
due amanti sono l'uno accanto all'altra, lasciando il pubblico che ha tanto palpitato e tifato per lui, freddo e insoddisfatto.
Certamente più emozionanti, dunque, i frammenti del viaggio che mettono in contatto Inman con personaggi indimenticabili o avventure catartiche
come l'episodio dell’incontro con la fresca, deliziosa Natalie Portman. I difetti, quindi, sono molti a partire dalla mancanza di organicità dello sviluppo alla prevedibilità di larghi tratti della narrazione per finire con la prova sotto tono della Kidman ma bisogna dire che la maggior parte di essi è sopperita dal lirismo soffuso in tutta la pellicola, da un finale spiazzante e dalle grandi performance degli elementi di un grande cast. Il melodramma elegante di cui il film è felice espressione visiva scivola via con una tale ricchezza che, in definitiva, il racconto passa in secondo piano, mero espediente affinché l’emozione fine a se stessa non si spenga troppo presto. Ogni dettaglio è curato come particolare di un gioiello pregevole (come le scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo o i costumi di Ann Roth) con l’ulteriore conseguenza, però, che il gioiello nel gioiello finisce col distogliere l’attenzione dalla composizione d’insieme e dal contenuto. Sette le nomination agli Oscar che hanno fregiato la pellicola ma, ragionevolmente, solo la Zellweger (già Golden Globe) e Jude Law correranno competitivamente con gli altri candidati. © 2004 reVision, Elisa Schianchi |
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