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In The Mood For Love1h 48'
Regia: Wong Kar-Wai Questione di stile, e di eleganza. D'amore, e di ombre. Poche visionarietà
possono vantare la potenza e la capacità di lasciare attoniti che appartiene
a Wong Kar-Wai. Definirlo sperimentale, all'epoca di Hong-Kong Express o
Happy Togheter, fu un leggero errore di valutazione. C'era meraviglia, nelle
panoramiche dall'alto della cascata di Iguazù. C'era furore erotico, lo
scontrarsi dei corpi, la velocità dell'Oriente industrializzato. Il miracolo
del tango, il dolore dell'abbandono. Ma già allora Wong Kar-Wai era un
appassionato della geometria, delle linee rette come percorso più lungo per
arrivare in ogni luogo.
In The Mood For Love è un grande film "senza". Senza sesso, o passione consumata. Senza la voracità dell'incontro delle membra. Senza storia, liquefatta nell'incontro degli sguardi. Senza furore tangibile, senza la rapidità estrema che a Wong Kar-wai si riconosceva. Senza sguardi sghembi. In The Mood For Love è un grande teorema sull'amore, il più chiaro melodramma che si sia mai realizzato negli ultimi dieci anni. In The Mood For Love è un grande film "con". Con una strabocchevole quantità di sesso, di passione ferocemente interiorizzata. Con una sovrapposizione vorace delle membra, giocata sulle assenze, come sulle compresenze incidentali. Con una storia che si tesse via via, aiutata dal caso, dalle comunanze del destino, dalla silenziosa accettazione dei tradimenti altrui. Con un furore immenso, disciolto in cromatismi rabbiosi, in accuratissimi interni, in una preziosa ricostruzione tiepida. Con inquadrature studiatissime, e la ricerca costante di una prospettiva inedita. Il perfetto equilibrio raggiunto da chi pareva per vocazione destinato agli eccessi, ma che per intima convinzione è un classicista. C'è un fato che sanguina, nella storia di questi angeli perduti immersi nella routine borghese. Silenti. Violentemente scardinati, ma deracinè ingabbiati. Dai suoi personaggi vuole il massimo, Wong Kar-Wai. Il massimo è l'ascesi come anti-regola di vita, l'accettazione e la rinuncia, l'amore, e il suo opposto. Grande lezione di cinema. © 2000 reVision, Riccardo Ventrella |
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