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Mission To Mars

1h 53'

Regia: Brian De Palma



Circa un mese fa il settimanale americano Time dedicava un numero speciale a tutto ciò che potrà accadere nel futuro prossimo venturo. Sulla copertina un buffo astronauta tiene al guinzaglio un cagnolino meccanico durante una tranquilla passeggiata sulla rossa superficie del pianeta Marte. All'interno in un articolo si ipotizza la possibile data per un viaggio verso il pianeta rosso: 2007. Un viaggio di circa otto mesi sarebbe sufficiente per completare il tragitto interplanetario. Di lì a pochi anni Marte potrebbe diventare una "colonia" terrestre. L'articolo si snoda tra dati scientifici e fantasiose supposizioni. Anche il nuovo film di Brian De Palma, Mission To Mars sembra svolgersi in un territorio a metà strada tra la fiction e la science, tra la pura finzione e l'oggettività dei dati scientifici.
Pianeta terra anno 2020. Alla vigilia della prima missione su Marte. Una tranquilla festa famigliare, molti adulti, qualche bambino. Un idilliaco quadretto da serial televisivo. I protagonisti del party sono i piloti della NASA incaricati della missione e le loro graziose famigliole. Comandante della prima missione è Luke (Don Cheadle). Salto temporale in avanti. Alcuni mesi dopo. Superficie di Marte. La missione procede senza troppi ostacoli sino a quando gli esploratori spaziali non incontrano uno strano ammasso apparentemente di roccia. All'avvicinarsi degli esploratori dal masso si sprigiona un turbine di sabbia e detriti che colpisce i malcapitati. Solo il comandante Luke sopravvive. Per salvare il superstite viene immediatamente formata una nuova squadra formata dai copiloti Woody Blake (Tim Robbins) e Jim McConnelly (Gary Sinise), dalla dottoressa Terri Fisher (Connie Nielsen) moglie di Woody, e completato dallo scienziato Phil Ohlmeyer (Jerry O'Connel). Mission To Mars è il racconto, approssimativo, delle vicende spaziali di questa squadra di soccorso e della loro straordinaria scoperta una volta arrivati su Marte.

Mission To Mars è un film di difficile lettura. All'apparenza si presenta come un tipico film di genere, di quel sottogenere della fantascienza che si potrebbe definire come "missione nello spazio, sicuramente qualcosa non va per il verso giusto". Per intenderci dalle parti di Apollo 13 e, facendo le debite proporzioni, di 2001 Odissea Nello Spazio. La parte conclusiva del film appartiene invece al sottogenere "incontri ravvicinati del terzo tipo". Più vicini ad E.T. ed Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo. In realtà di queste due branchie della fantascienza cinematografica Mission To Mars rappresenta l'antitesi, quasi una parodia del genere. De Palma agisce per sottrazione mettendo in evidenza, attraverso un attento e voluto processo di eliminazione, gli stereotipi del cinema fantascientifico. E' facile fare un elenco di ciò che manca a Mission To Mars e che invece è presente in tutti i film del filone. La tensione. Il film è completamente privo di ogni pathos, di ogni coinvolgimento emotivo per lo spettatore. Anche nella scena del "sacrificio" dell'eroe Woody verrebbe quasi voglia di ridere. La scena è girata come se si trattasse di una vera e propria parodia. Manca completamente qualsiasi deadline narrativa, qualsiasi punto di climax. Anzi il tempo del racconto è volutamente stravolto tramite l'utilizzo di straordinarie ellissi narrative. Nel nulla di questi buchi neri temporali scompaiono momenti cardine del genere come la partenza e l'atterraggio delle missioni spaziali. La Missione, con la m maiuscola, viene normalizzata, resa quasi un evento quotidiano. Nessun clamore, nessuna emozione. Nessuna moglie a casa in trepidante attesa, nessun giornalista a caccia di scoop, addirittura nessun contato con la base NASA situata sul pianeta terra. In un film dove l'azione, il movimento, l'emozione del viaggio e della scoperta dovrebbero essere la parte trainante non accade praticamente nulla.

A questo processo normalizzante ben si adeguano i protagonisti. Sempre con le stesse espressioni stampate sul volto, gli stessi sorrisi, le stesse frasi di circostanza scontate. Che si stia andando verso la morte nelle profondità dello spazio o si stia ballando con la moglie in assenza di gravità poco cambia. Anche il tema mitico del viaggio subisce uno stravolgimento. La missione su Marte è certamente un passo in avanti verso il domani. Scoprire e conoscere sono azioni da declinare al tempo futuro. In realtà pero il pianeta rosso nasconde la chiave di lettura di un tempo ormai passato, dimenticato. Per assurdo l'esplorazione non è più un veicolo per conoscere il futuro quanto un espediente per comprendere il passato del genere umano. L'essenza stessa della scoperta viene irrimediabilmente a mancare. Un viaggio in avanti di alcuni mesi trova il suo punto finale in un vertiginoso viaggio virtuale a ritroso nel tempo che dura pochi secondi. Milioni di anni terrestri concentrati in pochi attimi.La vera rivelazione non è l'essere alieno quanto la genesi del genere umano. Mission To Mars è un film spiazzante. Un film "alieno" rispetto al genere che lo contiene. Così come il suo regista, Brian De Palma, risulta essere un corpo estraneo rispetto all'ambiente del cinema hollywoodiano.

© 2000 reVision, Fabrizio Pirovano



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