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Minority Report2h 25'
Regia: Steven Spielberg"Better keeps your eyes open", he informed young Witwer. "It might happen to you at any time". Minority Report di Philip K. Dick In un futuro prossimo la terra sarà un luogo molto più sicuro. Niente più omicidi grazie alla Precrime. Un'organizzazione paramilitare in
grado di individuare e catturare i presunti omicidi prima che questi possano commettere il fatto. Questo è possibile grazie alle premonizioni di tre Precog, precognitivi,
capaci di tradurre in immagini fruibili le loro anticipazioni mentali. John Anderton (Tom Cruise) è l'agente della Precrime incaricato di scandagliare e codificare le immagini
trasmesse dalla mente dei precognitivi rendendole indispensabili all'individuazione della scena e dei protagonisti del possibile crimine. John Anderton è anche l'uomo d'azione
della Precrime, colui che materialmente grazie a rocambolesche azioni di polizia impedisce l'avvenimento criminoso. Capo della Precrime è Lamar Burgess (Max von Sydow),
una figura paterna per Anderton, soprattutto dopo che la vita privata del giovane poliziotto è andata letteralmente a rotoli, sconvolta dall'inspiegabile scomparsa del figlio
e dal conseguente allontanamento della moglie. La posizione privilegiata di Anderton gli permette di scoprire che la prossima "vittima" della Precrime sarà proprio lui,
accusato dalle visioni dei tre Precog dell'omicidio di una persona che lui neppure conosce. A questo punto una vera e propria inversione dei ruoli, il cacciatore diventa
la preda, vittima della stessa struttura poliziesca che ama e di cui fa parte. La fuga di Anderton lo porterà a scoprire molti misteri, molti lati oscuri, legati alla Precrime,
ai tre precognitivi e alle lotte di potere intorno alle loro previsioni. Domande che in parte resteranno senza risposta, in parte troveranno una parziale soluzione nei recessi
della mente di Agatha (Samantha Morton), uno dei tre Precog che, rapito da Anderton, diventerà la chiave di volta di molti enigmi nati attorno e all'interno della Precrime.
L'occhio e il senso della vista sono i veri protagonisti di Minority Report. E' infatti attraverso gli occhi e grazie al senso della vista che noi percepiamo la realtà. Una realtà che molto spesso viene a confondersi, ad unirsi inestricabilmente con la verità. L'occhio non può mentire, il senso della vista non può essere ingannato. Nulla di più falso. Nel futuro prossimo, ma anche nel presente, l'immagine che gli occhi percepiscono è un artificio, un scherzo, appositamente creato per dare l'illusione della realtà. La manipolazione delle immagini, della percezione del reale, è alla base della manipolazione della popolazione. Chi controlla le immagini, i media, controlla il mondo. Il futuro di Minority Report rappresenta un tempo di ciechi, di persone che guardano senza vedere, osservano senza capire. Paradossale è che la cecità della popolazione sia dovuta all'invasione delle immagini stesse, alla sovraesposizione alle immagini a cui i cittadini del futuro saranno sottoposti. Immagini invasive, immagini che sporgono dalla piatta superficie, che si estendono verso il mondo reale come i filmati olografici in tre dimensioni che riguardano il passato di Anderton, la droga quotidiana a cui si sottopone privatamente l'eroe pubblico, l'alfiere della Precrime. Le immagini non sono più solo e soltanto l'oggetto della visione, ma diventano loro stesse il soggetto che guarda. Uno scambio di ruoli che manifesta ancor più apertamente la cecità degli esseri umani. Le pubblicità che improvvisamente sbucano sulle pareti dei muri e si rivolgono personalmente ad ogni passante, ad ogni singolo cittadino, rappresentano visivamente questo sconcertante scambio di ruoli. Non è più l'occhio che guarda, ma è l'immagine che guarda l'occhio, lo scruta, lo scannerizza incessantemente. Questione di controllo, di sicurezza. Questione di un nuovo mercato dei consumi che non si rivolge più alla massa, ma al singolo individuo cieco di fronte all'immagine che lo investe a parole. L'occhio non è più soggetto della visione, ma un oggetto, una porta aperta verso il cervello.
In Minority Report l'occhio è l'identità, il personaggio, il ruolo. Non più impronte digitali, lunghi e dispendiosi esami del DNA, l'occhio, la retina sono la persona.
Peccato basti un semplice trucco, un trapianto di occhi, per mandare in crisi il sistema di controllo. Il corpo non conta più nulla, i tratti somatici sono solo un pallido ricordo,
un cittadino giapponese può tranquillamente avere le sembianze di Tom Cruise, l'importante sono i bulbi oculari. L'occhio diventa occh(IO). Passato attraverso un breve periodo
di cecità, sbarazzatosi dei suoi occhi, della sua vecchia persona, John Anderton inizia a guardare, a vedere oltre le semplici immagini. "Can you see ?" continua a ripetergli
come in una snervante litania la Precog Agatha. Proprio questo passaggio dalla prima fase del guardare, dalla semplice attività fisica di osservare, alla successiva attività
mentale del vedere permette ad Anderton di scoprire le manipolazioni e le lotte di potere che si celano dietro la Precrime. Vedere significa intendere, conoscere, capire.
Sapere andare anche oltre la superficie translucida delle immagini trasmesse in continuazione dai precognitivi. Anderton riesce a scoprire l'assassinio compiuto da Lamar Burgess
e la conseguente macchinazione costruita per inibire lo stesso Anderton, leggendo ed interpretando come segno discordante all'interno dell'allucinazione di Agatha, la diversa
direzione delle increspature della laguna causate dal vento nel punto in cui (ri)avviene l'omicidio di Ann Lively, la madre di Agatha. La trama della detection si conclude
grazie al passaggio di Anderton dal primordiale guardare al più maturo e cosciente vedere. Rimane insita nel film la presenza ossessiva delle immagini, di qualunque specie,
dalle superfici riflettenti alle superfici translucide che lasciano penetrare lo sguardo, lasciano filtrare le immagini liquide, per poter poi assorbire e metabolizzare l'atto
stesso del vedere. Gli oggetti del futuro saranno quindi in grado di assumere una personalità ben più marcata dei cittadini, rubando loro il senso della vista, la possibilità
di capire ed interpretare le cose. Inevitabilmente il Rapporto di Minoranza del futuro sarà la razza umana.
© 2002 reVision, Fabrizio Pirovano |
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