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Il Mandolino Del Capitano CorelliCaptain Corelli's Mandolin - 2h 10'
Regia: John Madden 1941: la divisione "Acqui" dell'esercito italiano occupa l'incantevole isola greca di Cefalonia. La guerra è lontana, e presto il clima
tra italiani e greci si fa idilliaco. Sboccia così l'amore tra il capitano Antonio Corelli, allegro, pacifista, appassionato suonatore di mandolino, e la giovane Pelagia
(Penelope Cruz), figlia del medico del villaggio. Ma l'armistizio dell'8 settembre cambierà drammaticamente gli scenari: l'ex alleato tedesco condanna alla fucilazione 6500
soldati italiani... La storia dei martiri di Cefalonia non può non riportare alla memoria uno dei più celebri film italiani "inesistenti": L'Armata S'Agapò di Renzo Renzi e Guido Aristarco. Nel 1953, i due critici pubblicarono su "Cinema oggi" un trattamento per un film sulle truppe italiane in Grecia durante l'occupazione. Tale articolo venne ritenuto offensivo dal Tribunale Militare di Milano, che condannò Renzi e Aristarco (in quanto ex soldati), a sette mesi di reclusione militare per "vilipendio alle Forze Armate". L'immenso clamore che seguì alla vicenda portò addirittura ad una modifica legislativa. Dopodiché, su Cefalonia cadde un silenzio di cinquant'anni, interrotto soltanto dal recente (e dimenticabile) I Giorni Dell'Amore E Dell'Odio di Claver Salizzato. John Madden si ispira all'omonimo romanzo di Louis de Bernières, fenomeno letterario in Inghilterra (anche se più storicamente attendibili sarebbero altri testi come "Bandiera bianca a Cefalonia" di Marcello Venturi e "Italiani dovete morire" di Alfio Caruso). Ma nonostante tutti i sospetti che tale operazione farebbe nascere, Il Mandolino Del Capitano Corelli non è affatto quella melassa indigesta, prolissa e retorica che ci si aspetterebbe (e che ha il suo modello insuperabile ne Il Paziente Inglese). E ciò anche grazie al suo protagonista Nicolas Cage, uno degli attori più "stereotipabili" in circolazione, da sempre avvezzo a "indossare" i più improbabili cliché (la giacca di pitone di Cuore Selvaggio, la canottiera di Stregata Dalla Luna) senza esserne mai sopraffatto, anzi riuscendo a padroneggiarli con una sorta di straniamento istintivo e guascone. Il Mandolino Del Capitano Corelli utilizza il convenzionalismo cinematografico in modo sorprendentemente inedito: uno stereotipo "autocosciente", messo in scena con
lucidità e sarcasmo dal suo personaggio portatore. Tanti, ad esempio, non hanno digerito la pesante uscita di Corelli sulla spiaggia: "Noi italiani siamo così: amiamo il sole,
il mare, la musica, la buona tavola!" Ma occorrerebbe precisare che la frase in questione viene sbattuta in faccia ad un ufficiale tedesco che, per quanto gentile e mansueto,
nelle scene seguenti si dichiarerà inequivocabilmente nazista e ombrosamente convinto della superiorità assoluta della razza ariana. Ecco il punto: l'italianità di Corelli
sembra quasi il beffardo contrattacco di chi convalida fino al parossismo le tesi dell'avversario, nel segreto fine di ridicolizzarle. A chi sbraita "Heil Hitler!", lui ribatte
"Heil Puccini!"; la sua compagnia si chiama "Ragazzi della Scala", e i gradi assegnati sono "breve", "semibreve", "croma", "semicroma"... Di fronte ad una funesta filosofia che
seleziona l'umanità in occhi azzurri e neri, in nasi dritti e camusi, Corelli oppone la propria iperrealista italianità, tutta Verdi, sole, mare, sottane, panettone, scansafatiche,
disfattista e mandolino. Più italiano di come qualsiasi nazista avrà mai la crudeltà di disegnarlo. Talmente stereotipato da rendere cosciente della falsità degli stereotipi
anche chi in essi ciecamente credeva, e segretamente basava ogni proprio agire.Probabilmente è anche questa stereotipia "non innocente" che ha dato fastidio a parecchia critica, nonché agli stessi reduci della divisione Aqui (mentre pochi invece biasimarono i luoghi comuni molto più grossolani- soprattutto perché creati da un italiano - che fecero la fortuna di una commediola come Mediterraneo). Ma discutere delle inesattezze del cinema storico ha senso solo se tale esercizio porta anche ad una ridiscussione della Storia. Delle centinaia di crimini nazisti tuttora rimasti senza colpevole. O di quel ministro democristiano della Difesa, il recentemente scomparso Paolo Emilio Taviani (senatore a vita, nonché presidente dell'Associazione Partigiani Cattolici), che nel '56, d'accordo col ministro degli Esteri Gaetano Martino, contribuì a insabbiare l'inchiesta sulla strage di Cefalonia. © 2001 reVision, Dante Albanesi |
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