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Luna e l'altra Presentato in anteprima al Festival di Montreal, Luna e l'altra è il nuovo film di Maurizio Nichetti, il settimo. Nichetti, come sempre, è autore anche del soggetto e della sceneggiatura, per la quale ha vinto la Grolla d'oro al Film Festival di St. Vincent.
Il film si svolge nella Milano del 1955, dove la paura dei residuati bellici è ancora forte. Qui Luna Di Capua (Iaia Forte), da dieci anni trasferitasi con il padre (Aurelio Fierro) da Napoli, insegna in una scuola elementare. E' una maestra molto rigida e la sua classe è la più disciplinata di tutta la scuola. Si sente molto sola ed anche i rapporti con il padre, profondamente legato alla terra d'origine, sono ridotti al minimo. L'unica persona sempre pronta ad essere al suo fianco è Angelo Franchini (Maurizio Nichetti), il bidello segretamente innamorato di lei. Ma l'arrivo nel quartiere del piccolo circo Panforti viene a sovvertire tutti gli equilibri, e la lanterna magica del mago Igor farà il resto. Questa lanterna, infatti, ha il potere di far ballare le ombre e, complice un temporale, arriverà ad animare l'ombra di Luna che si troverà a vivere accanto, e non più insieme, all'altra. Lo stile di Nichetti è, come al solito, inconfondibile. Le sue sono favole lievi e profonde al tempo stesso. Sono film da poter vivere spensieratamente, ma che sanno far riflettere chi voglia farlo. Pur essendosi lasciato alle spalle i riferimenti dichiarati al cinema muto propri dei suoi inizi, è sempre Buster Keaton e la sua triste malinconia la figura che continua ad apparire alla nostra immaginazione. Ottimo il cast tecnico con Luca Bigazzi, direttore della fotografia, che è perfettamente riuscito a ricreare l'atmosfera degli anni '50 fin dalle tonalità di colore e con la musica di Carlo Siliotto che accompagna tutto il film dando maggior peso alle emozioni, alle sensazioni che non alle immagini. Un discorso a parte va fatto per gli effetti speciali. Se già da tempo Nichetti aveva dato spazio nei suoi film all'animazione, qui sono stati necessari sei mesi di postproduzione per gli effetti delle ombre, ottenute, in gran parte, non con l'animazione ma con procedimenti fotografici e la tecnica delle immagini sovrapposte. Tantissimi i volti conosciuti, da Eva Robbins, la donna barbuta del circo, ai Gemelli Ruggeri, Vito il macellaio ed il mago Igor, dalla Banda Osiris al forse ormai fin troppo inflazionato Ivano Marescotti, il maestro Caimi. Ma chi veramente spicca al fianco di Maurizio Nichetti è chiaramente Iaia Forte, qui in un doppio ruolo che ce la mostra attrice sempre più brava e completa. © 1996 reVision, Carlo Cimmino |
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