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Ballando A Lughnasa

Dancing At Lughnasa - 1h 45'

Regia: Pat O'Connor



Cinque sorelle nubili, un fratello prete un po' tocco ed un bambino di otto anni. Questi i protagonisti della commedia agro-dolce d'ambientazione irlandese Ballando A Lughnasa (n.d.r. si pronuncia Lùnasa) del regista Pat O'Connor (Un Mese In Campagna, Amiche). Tratto da una pluripremiata pièce teatrale del commediografo Brian Friel adattata allo schermo dallo sceneggiatore Frank McGuinness, voluto fortemente dal produttore Noel Pearson (Il Mio Piede Sinistro), Ballando A Lughnasa racconta, attraverso i ricordi di un bambino, le vicende di una famiglia di modesta estrazione composta quasi esclusivamente da donne nell'Irlanda contadina dei primi del '900.
Il film, che narrativamente appare piuttosto povero, sarebbe da classificarsi come uno dei tanti polpettoni familiari dove inutilmente ci si aspetta che qualcosa accada se non fosse per le suggestioni che riescono a dare le brave attrici che ricoprono i ruoli principali: Meryl Streep, Kathy Burke (Niente Per Bocca), Catherine McCormack (Braveheart), Brid Brennan (Excalibur) e Sophie Thompson (Quattro Matrimoni e Un Funerale). Straordinaria è infatti l'energia che le cinque attrici riescono a trasmettere quando intrecciano i canti e i balli tipici della tradizione irlandese. La sensibilità e l'affiatamento del cast femminile del film non basta tuttavia a fare di Ballando A Lughnasa un'opera riuscita. Prigioniero di un eccesso di staticità, dovuto probabilmente alle origini teatrali del progetto, Ballando A Lughnasa risulta infatti faticoso da seguire anche per gli amanti di quel cinema che preferisce suggerire piuttosto che mostrare, giocare di sguardi più che di parole...




Incontro con Meryl Streep




50 anni (ben portati), un matrimonio che dura da 21 anni, 4 figli, 2 Oscar, 11 nomination, l'ultima come miglior attrice per One True Thing... Parliamo di Meryl Streep, forse l'ultima vera star di Hollywood. L'attrice è una delle protagoniste del film low budget Ballando A Lughnasa del regista irlandese Pat O'Connor, un film che la Streep ha amato profondamente "perché parla di gente semplice e lo fa con tono sommesso e discreto".

- Signora Streep, che tipo è il suo personaggio?
"Kate Mundy è una donna di mezza età austera, forte, con i pudori ed i timori tipici delle contadine irlandesi degli anni Trenta..."

- Cosa ha in comune con lei?
"Kate, come me, crede fermamente nel valore della famiglia e lotta per tenerla unita. Caratterialmente siamo un po' diverse anche se devo ammettere che anch'io a volte tendo ad impormi"

- Lei appare come una donna realizzata sia nella vita professionale che in quella privata, c'è qualcosa che tuttavia ha dovuto mettere da parte?
"Certo che c'è. Il teatro. Vi ho rinunciato per stare più vicina ai miei figli".

- Le manca il palcoscenico?
"Sì, molto, soprattutto mi manca il rapporto che si instaura tra i membri di una compagnia, quel flusso di energia che si crea tra gli attori che partecipano alla messa in scena di un testo. Con questo non voglio dire che se tornassi indietro non vi rinuncerei per i miei figli, sono loro la cosa più importante per me".

- Sulla base di cosa decide se accettare di prendere parte ad un film o meno?
"Be' innanzi tutto mi deve piacere la sceneggiatura che deve essere ben scritta ed originale. Guardo poi al tipo di esperienza che un film può regalarmi. Ballando A Lughnasa, per esempio, mi ha dato la possibilità di confrontarmi con uno straordinario cast d'attrici e di rivivere sul set il clima di reciprocità tipico del teatro".

- Fa dunque una scelta ragionata dei progetti da accettare?
"Nonostante ciò che ho appena detto direi proprio di no, infatti a guidarmi nelle scelte non sono tanto i ragionamenti quanto ciò che mi suggerisce il cuore".

- Nei panni di Kate appare estremamente dimessa. Le pesa in genere imbruttirsi?
"Il bello del lavoro dell'attrice stà proprio nella possibilità che questo offre di cambiare continuamente identità e se ciò significa avere un aspetto orribile non ho problemi ad accettarlo purché sia congeniale al personaggio che vado ad interpretare".

- Ha ricevuto per l'undicesima volta la nomination all'Oscar, che cosa ha provato?
"Ricevere una nomination all'Oscar è per un attore sempre un riconoscimento speciale. A dire il vero questa candidatura mi era stata preannunciata da più parti, se non fosse arrivata sarei dunque rimasta molto delusa".

- Cosa la aspetta ora?
"Il riposo. Ho appena finito di girare con Wes Craven I 50 Violini, film che mi ha impegnato moltissimo e dalle cui fatiche voglio prima riprendermi prima di affrontare altri progetti".

© 1999 reVision, Maria Stella Taccone



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