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La Forza delle Immagini

Die Macht der Bilder - 3h 02'



A quattro anni di distanza dalla sua realizzazione, viene coraggiosamente distribuito nelle sale italiane il film-intervista di Ray Muller sulla, come recita l'enfatico sottotitolo, "meravigliosa orribile vita di Leni Riefenstahl", un documentario dalla durata inconsueta che, pur mettendo a dura prova persino il cinefilo più incallito, si riesce a seguire con interesse e curiosità, man mano attratti sempre più dalla straordinaria personalità di questa donna ormai ultranovantenne e dalla sua incontenibile gioia di vivere e di provare emozioni sempre nuove.

Ballerina, attrice e regista di fama mondiale, Leni Riefenstahl è tuttora ricordata fra le più grandi figure degli anni trenta, ma il suo nome continua ad essere costantemente associato a quello di Hitler, la sua cinematografia al regime vigente in quegli anni: il nazismo.
Profondamente ammirata dai maggiori gerarchi nazisti, la Riefenstahl godette infatti di eccezionali privilegi e potè disporre di capitali e mezzi tecnici impensabili per la realizzazione dei suoi film, ma, una volta finita la guerra, fu, proprio per questo, osteggiata, criticata e processata. Certo, Trionfo della Volontà e Olympia, i suoi capolavori indiscussi, avvalorano l'ipotesi di una cineasta al servizio di una dittatura, pronta a rendere immortali le immagini del congresso del partito nazionalsocialista del 1934 e delle Olimpiadi di Berlino del 1936, ma quanti furono i tedeschi che si resero conto dell'effettiva portata dei discorsi di Hitler? Quanti quelli che non rimasero catturati dalla sua figura, dalla sua capacità dialettica, dalla sua foga oratoria?

Dai film degli esordi a quelli del successo, dalla fama all'oblio, alla ghettizzazione, La Forza delle Immagini ripercorre l'intera vita della regista attraverso spezzoni di film, interviste, incontri con i vecchi collaboratori, facendo emergere la figura di una donna disillusa e ferita dagli eventi che è riuscita a trovare dentro di sè la forza di reagire, dedicandosi alla scoperta di nuovi mondi, dalle terre d'Africa dove realizzò il famoso servizio fotografico sulle tribù dei Nuba, di cui vengono per la prima volta mostrate anche le riprese filmate, alle esplorazioni subacquee nel mare delle Maldive.

Ma se l'incontro con Leni Riefenstahl e la visione delle immagini da lei girate risultano profondamente emozionanti, non si può ugualmente rimanere impressionati favorevolmente dall'intero documentario, specialmente in una versione italiana che alla soluzione del doppiaggio o a quella dei sottotitoli ha preferito quella prettamente televisiva e oltremodo fastidiosa delle voci dei doppiatori sovrapposte a quelle originali che rimangono in sottofondo. Ma è soprattutto l'insistenza nel voler ripetutamente affrontare la questione dei supposti legami con il regime nazista, a distanza di cinquanta anni, a creare una atmosfera da inquisizione che non giova affatto all'intero film.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino



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