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Lantana2h
Regia: Ray Lawrence Il corpo senza vita di una donna tra la rigogliosa vegetazione australiana. Il volto è nascosto. Chi è quella donna? Valerie, Sonja, Jenny?Così spesso iniziano i thriller. La scoperta di un cadavere, il lavoro investigativo di una coppia di poliziotti, i sospetti e i sospettati, un uomo arrestato. Ma questa è solo una parte, nemmeno la più importante, di Lantana. Leon Zat (Anthony La Paglia) è un poliziotto sposato con Sonja, frequentatrice di un corso di ballo latinoamericano dove passa le sue serate anche Jenny, appena divorziata. Jenny e Leon hanno una relazione. Sonja, la quale sente il marito allontanarsi sempre più da lei, è in analisi da Valerie (Barbara Hersey), famosa psicoterapeuta cui diciotto mesi prima è morta la figlia undicenne. Altro paziente di Valerie è Patrick, un omosessuale che ha una relazione con un uomo sposato, e il suo comportamento fa sorgere il sospetto nella donna che l'amante dell'uomo sia suo marito (Geoffrey Rush). Se siamo di fronte ad un thriller è certamente di natura psicologica, come si dice. Sin dall'inizio Lawrence dichiara il vero tema del film, i reali protagonisti. Il cadavere è l'amore, quel sentimento sempre più sfuggente nella società contemporanea, quell'insieme d'emozioni che accolgono verità inespresse, fiducie inevase, bugie sclerotizzatesi nel tempo. I sospettati sono reticenti, difficile raggiungere il nocciolo del problema e confermare la responsabilità dell'assassinio. I coinvolti sono delle coppie sposate, una già divisa, una ancora innamorata, due sull'orlo della incomunicabilità più assoluta. Poi una quinta in via di formazione - e lo sarà solo quando uno dei due riuscirà a fare il primo passo, a lasciarsi conoscere. Le esistenze dei personaggi s'intrecciano secondo incontri casuali ovvero incontri segnati da coincidenze; un microcosmo dove alcuni si nascondono per non scoprire la realtà, altri non trovano il coraggio di comunicare i propri desideri, in entrambi i casi persone legate ad un unico filo: il non detto. Leon si rifugia in un non identificabile disagio, non sa spiegare cosa gli accade, non sa perché tradisce la moglie che afferma di amare. Sonja preferisce raccontare il
suo malessere a Valerie piuttosto che affrontare il marito e dire a lui ciò che più la ferisce - non il tradimento che sospetta ma il fatto che Leon le abbia mentito.
Valerie si lascia confondere dal comportamento ambiguo di Patrick adducendo ad una presunta relazione con l'uomo la "fuga" del marito, il quale a sua volta nasconde alla
moglie di andare ogni giorno sul luogo in cui fu trovata la figlia Eleonor, lutto che è il vero motivo del distacco.
Il non detto, atto peggiore della bugia, provoca la morte della donna ritrovata nel bosco. Ed ecco, dunque, trovato l'assassino. L'arma del delitto è l'indifferenza del
marito, che si scopre aver sentito le telefonate di lei, compresa quella in cui gli chiede aiuto, indifferenza maturata per disamore, per rinuncia. Nick, vicino di Jenny,
sospettato di aver ucciso la donna, è colpevole solo di averla spaventata, nascondendo il motivo per cui, dandole un passaggio, ha preso un sentiero uscendo dalla strada
principale. Per il resto Nick è innocente. Lo è per la polizia, lo è per la moglie cui basta la parola del marito per credergli - ecco la coppia che non conosce menzogna,
che non si sfalda per la perdita di fiducia.
Il decadere della parola come mezzo per capirsi, per raccontarsi, per chiarirsi, soprattutto per comunicare i cambiamenti in atto in ognuno dei personaggi, provoca l'illusione
di conoscersi ancora, di poter andare avanti pur rimanendo indietro.
Lantana si conclude con Leon e Sonja che danzano. Lui le ha confessato di averla tradita - e lo vedremo continuare a raccontare bugie al marito della scomparsa. Sonja lo guarda come si può guardare uno sconosciuto di cui diffida, di cui non si possono comprendere i pensieri. E' come quando Leon facendo jogging si scontra con un uomo - rivelatosi essere colui al quale è interessata la sua collega - e questi abbracciandolo si mette a piangere. Leon non capisce perché non conoscendolo gli è incomprensibile il motivo - che comunque non chiede -, non può capire cosa stia pensando in quel momento l'altro. Film dalla struttura solida e difficile da gestire, lineare pur nella complicatezza delle storie incrociate, Lantana si sviluppa senza perdersi, forte di una regia convinta della materia che sviscera percorrendo il sentiero tortuoso della solitudine e della ricerca d'amore, mantenendo il doppio binario delle due investigazioni (la vicenda del cadavere e quella dell'animo umano) divenendo una metafora dell'altra, infine mai cedendo alla tentazione di guidare troppo lo spettatore. © 2002 reVision, Emanuela Liverani |
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