Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci



Kissed

1h 18'



Niente donne inguainate in abiti sensuali o dal corpo martoriato sorretto da protesi meccaniche, niente uomini dalla ambigua sessualità, niente violenze estreme, è bastata una ragazza come tante, una donna giovane e carina, a trasformare una piccola produzione canadese, opera prima della regista Lynne Stopkewich, nel film scandalo dell'ultima edizione del Festival di Cannes.
Presentato alla Quinzaine des Realizateurs 1997, Kissed è ben lontano dagli eccessi grand guignol di Crash, e se già il film di Cronenberg odorava di morte, qui al profumo del sangue si preferisce quello della formaldeide. E' la necrofilia, infatti, la perversione sessuale più nascosta ed aberrante, osteggiata fin dall'antichità - già Erodoto nelle sue Storie riferiva di episodi occorsi nell'antico Egitto -, ad essere al centro di Kissed e del racconto di Barbara Gowdy da cui il film è tratto. Suo protagonista, però, non è un uomo, non il solito maniaco sessuale mentalmente instabile, reduce magari dagli orrori del Vietnam, ma una ragazza semplice, dal volto acqua e sapone, e questo, nel nostro mondo ormai avvezzo alle più terribili atrocità, è ancora più difficile da accettare.

La morte ha sempre affascinato Sandra, il contatto con esseri ormai privi di vita è stato per lei, fin da piccola, un elemento purificatore, foriero di nuova linfa vitale. Uccellini, topi, scoiattoli, a tutti Sandra ha offerto la sua speciale cerimonia funebre, per loro ha ballato, nuda nei boschi - anche se nel film, più castigatamente, rimane in biancheria intima -, la sua gioiosa danza pagana, in loro compagnia, da adolescente, ha scoperto la propria femminilità.
Passano gli anni e Sandra, l'attrice Molly Parker, - cosa altro potrebbe fare? - lavora presso una agenzia di pompe funebri e studia la difficile arte dell'imbalsamazione. I suoi rapporti con la realtà esterna sono ridotti al minimo, quei cadaveri giovani e belli, sereni nella loro solenne compostezza, emanano un'aurea spiritualità che pervade il suo animo spingendola a toccarli, a baciarli, ad accarezzare loro i capelli, a denudarsi ed abbandonarsi ancora una volta al rituale arcano della lieve danza liberatoria.

Un giovane studente di medicina, Matt (Peter Outerbridge), la nota, la conosce, si innamora di lei. E la situazione ovviamente si complica. Sandra, al suo primo rapporto con un essere vivente, si apre totalmente, si confida, per poi tornare ogni volta, però, come spinta da un invisibile legame, a quei corpi in attesa di sepoltura, sempre nuovi, così differenti, per lei, l'uno dall'altro, ognuno con una propria personalità che solo lei può percepire e di cui godere indisturbata. Perchè Kissed è innanzi tutto un'incontestabile, sia pure discutibilissima, storia d'amore ed in questo risiede la sua forza: non cattivo gusto in bella mostra, non immagini scioccanti di abusi sessuali - tanto, dice il principale di Sandra a proposito dei suoi "pazienti", non possono sentire nulla, sono carne morta -, ma un film discreto che affronta un argomento "osceno" come la necrofilia attraverso gli occhi di una donna innamorata e non di una pervertita. Punto di vista che se per lo spettatore è difficile da accettare, per il povero Matt sarà del tutto alienante e portatore di disgrazie.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino



torna all'inizio




Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci