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Kiss

Living Out Loud - 1h 39'

Regia: Richard LaGravenese



Piacevole sorpresa il debutto alla regia di Richard LaGravenese. Si era già distinto nella scrittura de La Leggenda Del Re Pescatore di Terry Gilliam e ne I Ponti Di Madison County di Clint Eastwood. E come in quest'ultimo film rivela un'attenzione vivissima allo sviluppo dei personaggi. LaGravenese è attentissimo ai dialoghi e si preoccupa della loro credibilità, aggiungendovi quei naturali silenzi o imbarazzi spesso cancellati da esigenze di ritmo. Non stupisca, dunque, l'apparente fragilità del montaggio. L'impressione è, infatti, che qualcun altro si sarebbe sbarazzato di molte scene, ritenendole superflue alla storia d'amore. Ma Living Out Loud, (è il titolo originale - che vuol dire approssimativamente "vivere silenziosamente", molto più bello del semplice Kiss, "Bacio") è soprattutto un film sulla solitudine degli abitanti di una metropoli.

La protagonista, l'infermiera Judith Nelson (la bravissima Holly Hunter) è lasciata improvvisamente dal marito, il cardiologo di successo Bob (Martin Donovan). La loro unione è durata quasi venti anni, fino a quando una donna più giovane ha fatto perdere la testa al marito. Ma le cose non sono così semplici. Judith sembra aver sacrificato la sua vita al matrimonio rinunciando al lavoro, è rimasta un'infermiera abbandonando il sogno di diventare pediatra e ha perso tutti i vecchi amici perché non erano alla stessa altezza del marito in quanto a reddito, né abitavano i quartieri alti della Grande Mela. Adesso Judith è proprio sola e pensa perfino al suicidio. Nelle stesse condizioni si trova Pat (Danny DeVito) che non solo ha perso la moglie, che lo ha lasciato perché spiantato e dedito alle scommesse, ma per di più la figlia è appena morta giovanissima. Per sbarcare il lunario preferisce non lavorare nel bar del fratello Philly e fare il portiere e conduttore di ascensore in un lussuoso palazzo della quinta strada proprio dove abita Judith. Le due solitudini naturalmente si incrociano ed è proprio questo incontro, questo rivelarsi ed aprirsi l'uno all'altra il cuore del film.

Ma LaGravenese non si ferma a questo. Inserisce - e qui si sente l'influenza di Cechov alle cui brevi storie si ispira la sceneggiatura - i sogni ad occhi aperti di Judith, e poi c'è la cantante blues Liz Bailey (Queen Latifah) che diventerà l'amica confidente di Judith, la strana situazione in cui Judith riceve un bacio da uno sconosciuto (Elias Koteas) nel retro di un pub e, ancora, un numero quasi da musical, da febbre del sabato sera in una conturbante discoteca per lesbiche. Tutto questo materiale non sempre si armonizza perfettamente, tuttavia queste "anomalie" non disturbano affatto e Kiss può considerarsi una delle commedie più fresche e interessanti di questa stagione.

© 1999 reVision, Andrea Caramanna



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