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Keep CoolYou Hua Hao Hao Shuo - 1h 35' Una ragazza bella e sexy fiera della propria immagine, un giovane venditore di libri balbuziente,
un ricercatore universitario di mezza età, pedante ed opprimente, un nuovo ricco sicuro dei propri mezzi e dell'illimitato
prestigio che ne deriva, personaggi cristallini, emblematici del nuovo corso di una società cinese dominata da ritmi frenetici e
da dosi massicce di quell'arrivismo sfrenato che deriva dalla presa di coscienza della propria individualità, con, sullo sfondo,
le penetranti note di un onnipresente karaoke, nuovo omologante potere del nostro tempo. Presentato in concorso alla 54^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dopo che gli immancabili problemi con la censura cinese ne avevano impedito la partecipazione al Festival di Cannes, Keep Cool segna un'indubbia svolta nel cammino percorso finora da Zhang Yimou: niente più Lanterne Rosse, niente storie di donne sacrificate ad una mentalità feudale, niente indagini a ritroso nel tempo, ma un rapporto immediato e penetrante con il mondo contemporaneo, con la realtà di una Cina che sta cambiando e che la cinepresa del regista è pronta a rappresentare. In questa moderna Pechino dove uomini e donne vestiti all'occidentale continuano a percorrere le strade in bicicletta, Xiao Shuai farebbe qualsiasi cosa pur di riconquistare l'amore di An Hong, la splendida Qu Ying, modella e cantante che farebbe girare la testa anche allo spettatore più distratto: preghiere, inseguimenti, tentativi di dialogo, fino alle estenuanti "serenate" di urlatori a pagamento (il primo dei quali è lo stesso Zhang Yimou). Ma An Hong è una di quelle ragazze volubili degli anni novanta abituate a prendersi dalla vita tutto quello che vogliono e se ora sembra non sopportare il suo corteggiatore, l'attimo successivo è disposta a stare insieme a lui, per poi magari fargli dare una bella lezione. E si, perchè nella vita della ragazza c'è un altro uomo, pieno di sè, sicuro di potersi permettere impunemente qualsiasi cosa - i soldi, si sa, danno un po' alla testa -, anche di far pestare a sangue il povero Xiao Shuai che, come se non bastasse, si troverà subito dopo a dover affrontare un altro problema: nella rissa il computer portatile di Lao Zhang è finito in mille pezzi ed ora sta a lui dover pagare i danni. Comincia così un continuo altalenarsi di tentativi di vendetta, pretese chiarificatrici, accordi riparatori, mentre un solo pensiero, un'indominabile ossessione, attraversa la mente di Xiao Shuai: pareggiare i conti tagliando la mano all'uomo che gli ha rovinato la vita. Divertentissima commedia dai toni leggeri ed amari al tempo stesso, Keep Cool taglia,
come già accennato, tutti i ponti con la precedente produzione di Zhang Yimou, non solo da un punto di vista contenutistico e di
ambientazione, ma, ed in modo preminente, dal lato tecnico e quindi, come più che logica conseguenza, in termini di resa visiva.
La cerchia dei più ristretti collaboratori del regista è sempre la stessa, così come risultano familiari i volti di alcuni fra gli interpreti,
principali e non, da Jiang Wen (Xiao Shuai), protagonista di Sorgo Rosso, a Li Baotian (Lao Zhang), già apprezzato
in Ju Dou e La Triade Di Shangai, fino a Ge You, premiato al Festival di Cannes 1994 per Vivere!, ma, ciò
nonostante, il linguaggio cinematografico che qui si parla è a dir poco antitetico: l'uso pressocchè costante della cinepresa
a mano, i vorticosi movimenti della stessa, le inquadrature dal basso, i tagli arditi, i frequenti primi piani, la sovrabbondanza
di luci e colori accesi farebbero pensare più ad un cineasta dell'ultima generazione che ad un affermato maestro. Ma, a patto
di non soffrire il mal di mare e di poter sopportare immagini instabili e traballanti, non si può che apprezzare la scelta di
rinnovamento estremo di un autore che con La Triade Di Shangai sembrava non avere ormai più nulla da raccontare.
© 1998 reVision, Carlo Cimmino |
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