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Janice Beard: Segretaria In Carriera
Janice Beard: 45 Words Per Minute - 1h 23'
Regia: Clare Kilner
Glasgow, 1975. In un'ospedale dell'importante città scozzese nasce Janice Beard (Eileen Walsh) e già il suo ingresso a questo
mondo non è decisamente fortunato. Il padre Micheal non riesce a trattenere la sua emozione e, in preda ad un attacco cardiaco, muore proprio nel momento in
cui la piccola viene alla luce. La madre Mimi (Sandra Voe), fortemente turbata dagli avvenimenti, si deprime a tal punto da cadere in una cronica forma di
agorafobia che la induce a rintanarsi in casa davanti alla televisione per 23 anni.
Fin da bambina Janice cerca invano di farle superare tale paura raccontandole storie ricche di fantasia ed immaginazione. Ormai adulta, la ragazza viene a conoscenza
dell'esistenza di un possibile ma costosissimo rimedio e, munita esclusivamente di una fedele video-camera per documentare ogni momento della sua vita con immagini
da mostrare periodicamente alla madre, decide di trasferirsi in Inghilterra alla disperata ricerca di un lavoro con cui pagare la terapia. Nell'East End londinese
la donna incontrerà casualmente la sua vecchia amica d'infanzia Violet (Frances Grey); verrà assunta in prova nella segreteria di una nota azienda automobilistica,
sperimentando sulla propria pelle tutta la precarietà di una professione a tempo determinato; conoscerà e frequenterà un affascinante e misterioso commesso dell'ufficio
(Rhys Ifans); dovrà fare i conti con una collega snob, autoritaria e decisamente restia ad accettarne il bizzarro carattere (Patsy Kensit) e, dulcis in fundo, si
troverà nel bel mezzo di una delicata operazione di spionaggio industriale. Affronterà il tutto senza perdere il suo umorismo, la sua ingenuità e la sua incredibile
capacità di inventare racconti.
Iniziamo con una preliminare considerazione: che cosa hanno in comune pellicole come Full Monty di Cattaneo,
Big Fish di Schwartz, Sliding Doors di Howitt e Svegliati Ned! di Jones?
Anzitutto sono tutte gradevoli commedie che hanno riscosso un discreto successo per il loro stile brillante, smaliziato e ricco di spunti esilaranti. In secondo luogo,
ma fatto non meno importante, sono state tutte confezionate in Gran Bretagna. Janice Beard: 45 battute al minuto (questa la fedele traduzione del titolo originale)
è un film che si inserisce perfettamente in questo discorso, confermando ulteriormente che oggigiorno le idee cinematograficamente più interessanti ed originali sono
made in UK. In Janice Beard troviamo tutti gli ingredienti della commedia inglese: attenzione per i problemi della classe lavoratrice, reiterato anticonformismo
per il superamento dell'ordinaria normalità della vita quotidiana, umorismo intelligente volto a ricreare situazioni irrefrenabilmente divertenti ed infine una delicata
sensibilità nel carpire le qualità più nobili dell'animo umano. Si tratta di un prodotto sorprendente che proprio per il sostanziale anonimato con cui è stato reclamizzato
ci è piaciuto ancor di più.
La regista Clare Kilner, approdata al cinema dopo aver realizzato alcune celebri serie televisive per la BBC e Channel 4, ha detto di essersi
ispirata alla sua personale esperienza di vita ed al romanzo "As I Walked Out One Midsummer Morning", un libro di Lurie Lee in cui si narra dei suoi viaggi nella Spagna
del 1935. Il cinema, pertanto, come documentazione del mondo, come mezzo per riprodurre l'esistente. La tendenza realistica e creativa di Sigfried Kracauer sembra essere
dietro l'angolo. Ma senza eccedere in ulteriori confronti ed accostamenti che potrebbero anche sembrare forzati, conviene sottolineare almeno un altro aspetto del film
della Kilner. Sarebbe una vera ingiustizia, infatti, non menzionare lo straordinario talento di Eileen Walsh, attrice irlandese alla sua prima apparizione sullo schermo,
abilissima nell'interpretazione del personaggio principale a cui la regista ha affidato il delicato compito di dar conto del contrastante rapporto tra l'ingenua e fertile
immaginazione di una donna buona e onesta come Janice e lo straripante caos, l'eccessivo formalismo e l'ingiusta ipocrisia di un mondo lavorativo che non lascia più spazio
alla sincerità e allo sviluppo della creatività individuale. Nel cast spiccano per la loro bravura anche i più esperti Rhys Ifans (Twin Town, Ballando A Lughnasa, Notting Hill)
e Patsy Kensit (Bluebird, Hanover Street, Arma Letale II): le loro performance costituiscono un motivo in più per vedere il film. Ironico, innocente e
delicato. Insomma, da non perdere.
© 1999 reVision, Fabrizio Marchetti
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