![]() |
Copertina | News | Forum | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | Links |
|
![]() |
Jalla! Jalla!1h 28'
Regia: Josef Fares Informazioni.Il ventiquattrenne Josef Fares, libanese ma in Svezia dal 1987, chiama a raccolta i parenti (padre, nonna, madre, sorelle, zii e fratello), tutti interpreti del film. E' una famiglia, ma anche una comunità, quella libanese, che si racconta. Narrazione. Jalla! Jalla! narra di un contrasto generazionale che a sua volta nasce dal confronto tra due culture. La famiglia di Roro (Fares Fares) ha abitudini e aspettative strettamente legate alla cultura del Paese d'origine; i matrimoni sono combinati - l'amore tra due persone è un concetto troppo astratto -, uomini e donne che ad una certa età non sono ancora sposati costituiscono una presenza imbarazzante per la comunità, ancor prima che per le rispettive famiglie. Roro e Yasmin hanno atteso troppo. Lui, custode di un parco, ha deciso che non lavorerà mai con il padre, ama una ragazza svedese, Lisa, il suo migliore amico è Måns, corpulento collega di lavoro. Lei è succube di un fratello aggressivo, Paul, ricco proprietario di un ristorante, spinto a sua volta dalla madre, rimasta in Libano, a far sposare la sorella altrimenti Yasmin è destinata a tornare in patria. "Presto, presto" è, quindi, la frase ricorrente che sembrerebbe non lasciare scelta ai due giovani. Una volta conosciutisi il matrimonio deve essere immediato. Ecco nascere l'equivoco. Yasmin e Roro decidono di far credere a tutti che si sposeranno, lo fanno per prendere tempo, per tranquillizzare le rispettive famiglie. Il confronto tra la prima generazione d'immigrati, cui appartiene anche Paul, e l'ultima, ormai integrata nella società svedese, perciò con
desideri e concezioni di vita diverse, realizza uno scarto culturale che si risolve in tal caso in gag esilaranti. Ma Jalla! Jalla!
conduce anche ad una piccola riflessione sul rapporto di coppia e sulla prigione che esso può divenire, a prescindere se imposto o accettato
così com'è in nome dell'abitudine, dell'amore che è stato ed ora non è più. Ed ecco che entra in gioco la vicenda di Måns e della sua impotenza.
I tanti assurdi metodi affrontati da Måns per risolvere il problema (giochi erotici, oggetti da porno shop e finanche una seduta da uno stregone
parente di Roro) e tornare ad amare in modo completo la sua compagna, oltre a non sortire alcun risultato, divengono un palliativo di quello che
l'uomo sin dall'inizio doveva affrontare, a parte il più costruttivo aiuto medico-psicologico, ossia la validità del proprio rapporto di coppia.
Ed è qui, nell'eterno spazio di massimo confronto e nel più sfuggente dei luoghi umani, che Måns, ormai rassegnato, risolve la sua incapacità
di agire sessualmente. Accade che semplicemente non ama più la donna con cui convive, che s'innamora di Yasmin e che con lei ritrova il desiderio
sopito. Accade, in sostanza, quello che doveva accadere in una storia dove l'amore, ovviamente quello vero, supera tutti gli ostacoli, guarisce da ogni male.
Così… La tensione cresce, con rare pause di tranquillità, il breve ma intenso percorso dei personaggi s'ingarbuglia, Måns è messo alla prova da eventi sempre più folli, corse deliranti, risse, prigione… Una sorta di bomba ad orologeria, ormai al limite della deflagrazione, disinnescata dal padre di Roro, alfine comprensivo - mai despota, tutt'altro -, nel giorno del fatidico matrimonio. Le due coppie, Lisa e Roro, Måns e Yasmin, fuggono in macchina. Silenzio. Sguardi felici, al contempo incerti, chiaramente dubbiosi. Lieto fine. Punto. © 2001 reVision, Emanuela Liverani |
|