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Angeli e InsettiAngels & Insects - 1h 42' Tratto dal racconto "Morpho Eugenia" di Antonia S. Byatt, Angeli e Insetti, presentato
in concorso al Festival di Cannes del 1995, è il secondo lungometraggio di Philip Haas, precedentemente regista teatrale e di
documentari su artisti contemporanei, un film che rispecchia fedelmente lo spirito della scrittrice che, da sempre molto
attratta dal mondo degli insetti, ha "immaginato una famiglia vittoriana come un enorme gruppo di formiche, con la grassa
regina raggiante, circondata dalla sua prole, al centro del gruppo, con un nugolo di servitori in abito scuro, sgambettanti,
sempre pronti ad esaudire gli ordini della padrona".
E' la ricca famiglia degli Alabaster, un capofamiglia appassionato entomologo impegnato da lunghi anni nella stesura di un testo rivoluzionario, la bella Eugenia, profondamente segnata dal suicidio dell'uomo che stava per sposare, un fratellastro impulsivo ed estremamente possessivo, la loro madre, enorme nella sua immobilità, perennemente accudita da chi le sta attorno. L'arrivo dell'entomologo William Adamson, scampato ad un naufragio, di ritorno in Inghilterra dopo dieci anni trascorsi in Amazzonia, ospitato da Sir Harald per catalogare la sua superba collezione, sovvertirà i delicati equilibri di casa Alabaster, portandone alla luce i segreti e le menzogne. Ma se la madre è il fulcro della famiglia, di certo non lo è del film, essendo il suo personaggio relegato ad un ruolo di secondo piano. Chi invece emerge nello sfavillante splendore dei costumi è Eugenia, una incolore Patsy Kensit, i cui vestiti dalle tinte sgargianti e dalle insolite trame richiamano alla mente il variopinto maschio della farfalla che attira la femmina grazie alla brillantezza dei propri colori. Ed Eugenia è la farfalla per eccellenza, ma anche, a sua volta, la formica regina, il cui compito da assolvere è quello della riproduzione. Il suo opposto è Matty Compton, una parente povera con compiti da istitutrice e dalla vivace intelligenza, anche lei interessata allo studio ed all'osservazione degli insetti; una figura apparentemente rigida, ma in realtà unicamente condizionata dalla realtà in cui vive, che si svela man mano sempre di più fino a diventare lei l'elemento chiave della vicenda. Ad interpretarla con bravura e convinzione è Kristin Scott Thomas, ultimamente già molto apprezzata ne Il Paziente Inglese. Al loro fianco un ottimo Mark Rylance è William Adamson. Una storia interessante, dalle tante sfaccettature, alla quale non corrisponde una soddisfacente resa filmica, una regia piuttosto anonima che, non riuscendo mai ad emergere con un proprio tratto caratteristico, fa di Angeli e Insetti un film piatto che trae la sua linfa vitale da atmosfere già viste oltre ogni misura. Ed in tal senso non soccorre nemmeno la comunque bella colonna sonora di Alexander Balanescu, già primo violino della Michael Nyman Band da tempo affrancatosi dal maestro, che qui sembra anch'egli scimmiottare sonorità alla Lezioni di Piano nell'intento di dare al film una forza che non possiede. © 1997 reVision, Carlo Cimmino |
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